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Poco pesce nelle reti I pescatori preoccupati 

Poco pesce nelle reti I pescatori preoccupati 

Porto Garibaldi, Felletti presidente Piccola e Grande Pesca lancia l’allarme «Gli scarsi guadagni servono soltanto per poter pagare le tasse ed il gasolio»

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PORTO GARIBALDI. Ancora poco pesce nelle reti dei pescatori della marineria di Porto Garibaldi che, dopo le manifestazioni a Roma di un mese e mezzo fa, stanno attendendo gli emendamenti alla legge 154/2016, ritenuta fortemente penalizzante. «Sono ormai 4 mesi che si pesca poco - dichiara laconico Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca -. Non è un problema solo nostro, ma riguarda tutto l'Adriatico. In questo periodo le ore di pesca settimanali a disposizione sono 72, ma si torna sempre in porto con poco pescato».
Come se non bastasse gli armatori non hanno ancora ottenuto la liquidazione del fermo pesca del 2015, mentre a luglio scatterà il nuovo periodo di fermo pesca biologico. Alle tasse e ai costi del gasolio si sommano le preoccupazioni per l'inasprimento delle sanzioni, con particolare riferimento alla pesca accidentale del tonno o ai prodotti ittici sotto-misura, introdotte dalla legge 154, oggetto di forti contestazioni da parte dei pescatori. Nelle reti dei pescherecci finiscono canocchie e paganelli, in quantità assai limitate per il periodo, tant'è che Luca Menegatti, uno dei pescatori ammette che «quest'anno non ci siamo presi nemmeno la colomba di Pasqua, mentre i pochi guadagni sono tutti finiti nel gasolio. Aspettiamo la cassa integrazione del 2015. Pare che arrivi a settembre, ma nel frattempo dobbiamo pur vivere».
Secondo le stime dei marinai esperti, in questa stagione le seppie, ma anche canocchie di dimensioni maggiori dovrebbero riempire le casse da conferire al mercato ittico, ma la desolazione regna sovrana. Handrey Tiereghin, imbarcato sul peschereccio Luigi Cesare, riconosce che «si fanno tanti sacrifici, ma a fine settimana restano solo i soldi per il carburante». Paolo Luciani, secondo imbarcato sul “Nonno Tonino”, fa due conti in tasca ed esclama che «tra febbraio e marzo ho guadagnato 540 euro». Cresce l’attesa per i provvedimenti che il Governo dovrà adottare per allentare la morsa delle sanzioni introdotte dalla legge, che ha fatto scendere in piazza i pescatori. «Se non altro ci hanno ascoltati - dichiara ancora Felletti, il presidente della coop. Piccola e Grande Pesca - e dopo l’emendamento sulle multe si dovrà affrontare anche la questione del rigetto del pescato. Se porti a terra un quintale di pesce che non puoi vendere, poi spendi un mare di soldi per smaltirlo». (k.r.)

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