Ferrara, blitz in casa a Marmorta: c’è sangue, è di Igor
Le analisi dei Ris per la conferma. E domani arriva il ministro Minniti che incontrerà anche i famigliari delle vittime dell'assassino
FERRARA. Li hanno visti tutti, lungo via Fiumevecchio, alle porte di Marmorta, mercoledì pomeriggio attorno alle 16.30: quei fucili dei reparti speciali puntati contro una casa abitata da decine di famiglie straniere. Perchè Igor poteva essere lì dentro, anzi è possibile che fosse stato ospitato al suo interno o ancor peggio che fosse ancora presente in quei momenti. Tanto che la strada è stata chiusa per consentire questa operazione, una sorta di irruzione, un blitz vero e proprio.
Tanto che poco più tardi le famiglie, ma solo di quella porzione che si affaccia sulla strada, sono state fatte sgomberare e sono arrivati i tecnici del Ris per repertare eventuale tracce, alla presenza dello stesso pm Marco Forte che coordina le indagini bolognesi. Di Igor, però, nessuna traccia, ma «Igor è sempre più vicino», si lascia ad una battuta un inquirente sul posto. E non sono parole di circostanza, perchè dopo 12 giorni di ricerche questa è la prima vera traccia, il primo segnale che tutti aspettavano: Igor è ancora qui, nella zona rosa.
Nascosto in questo pezzo della zona rossa alle porte di Marmorta, tagliato in due dai canali Lorgana e della Botte. Dove nella prima serata di mercoledì, i battaglioni dei carabinieri del Tuscania si preparavano, armati di tutto punto e coi visori notturni ad una battuta, la caccia all’uomo che continua senza sosta da quasi due settimane. I due battaglioni si sono sparpagliati dal ponte sul Lorgana fino al Canale della Botte in una operazione che sembrava quasi, a chi osservava da lontano, una sorta di accerchiamento.
In assenza di conferme è solo possibile ipotizzare e supporre: coi cani molecolari sguinzagliati che nel pomeriggio avevano fiutato qualcosa di importante, tracce recenti, si parlava anche di tracce di sangue. Tracce che portavano vicino e fuori dalla casa di via Fiumevecchio dove abiterebbe anche una persona agli arresti domiciliari su cui si era concentrata l’attenzione degli inquirenti.
E così, la certezza concreta e visiva era quella di un rastrellamento in corso, mercoledì nella prima serata, nell’ipotesi che se Igor fosse riuscito a scappare al blitz in quella casa che fino a poco prima era nel mirino dei fucili, non sarebbe andato troppo lontano. Non a caso la dodicesima notte di ricerche è partita con gli uomini del Tuscania “armati” per le ricerche notturne.
Questo il presente della caccia a Igor/Norbert, diventato sempre più un affare di Stato, visto che nei prossimi giorni (domani) è atteso a Molinella il ministro dell'Interno, Marco Minniti: qui incontrerà gli inquirenti e soprattutto i sindaci dei comuni interessati (Budrio e Molinella per il Bolognese) e per i ferraresi saranno presenti il presidente della Provincia Tiziano Tagliani (nonchè sindaco di Ferrara) coi sindaci di Argenta e Porotmaggiore, Antonio Fiorentini e Nicola Minarelli e soprattutto le vedove di Davide Fabbri, il barista ucciso il primo aprile nel suo bar e di Valerio Verri la guardia ecologica uccisa nel Mezzano (incontro da confermare, quest’ultimo). Minniti dovrà soprattutto dare risposte ufficiali alle domande e ombre della storia di Igor Vaclavic/Norbert Feher, da 10 anni in Italia, arrestato, condannato, detenuto, espulso per ben due volte, ma ancora in Italia senza identità precisa: solo ora, quella di Norbert Feher, serbo, 41 anni.
Parla per tutti il sindaco di Budrio, Giulio Pierini, che ha ribadito: «C’è un grande sforzo in corso, noi dobbiamo fare la nostra parte essere comunità, stare insieme e rispettare le regole e le istituzioni». Ma per guardare avanti servono regole nuove e da applicare: «Allo stesso tempo, mi sento di chiedere maggiore fermezza da parte della giustizia italiana, maggiore certezza degli iter di espulsione. Perché le persone vanno identificate ed espulse quando necessario come sarebbe stato in questo caso. E quindi su questo continuiamo a batterci ma senza richiamare un'idea di giustizia fai da te».
Il primo richiamo va ai “buchi” nella storia di Igor/Norbert. E contro questi occorrono certezza della pena, giustizia veloce, iter di rimpatrio di queste persone e una nuova legge sulla legittima difesa. «Noi aspettiamo questo: riposte e regole chiare comprensibili da tutti e crediamo che in questo modo si possa fare un passo avanti anche a partire da quello che è successo nei nostri territori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
