«La gente ha paura ma i presidi in zona danno sicurezza»
I commenti dei presidenti delle Rpc argentane «Non vediamo l’ora che questo incubo finisca»
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ARGENTA . Paura, ansia e anche cambio di abitudini: tutta colpa di Igor/Norbert della caccia tra Argenta e Molinella. Dalla gente, però, arrivano anche consensi favorevoli verso le forze dell’ordine per il prezioso lavoro che stanno svolgendo e persino incitamenti a non mollare l’osso. E se anche i risultati non ci sono, l’apprezzamento c’è perché comunque il continuo pattugliamento produce sicurezza. Pareri di chi, come i presidenti delle Rappresentanza di Partecipazione Cittadina(le Rpc) conoscono gli umori della propria gente. Ives Donati(Campotto): «La popolazione è preoccupata, stanca e sotto pressione. Vedere così tanti carabinieri in paesino come Campotto che vede un vigile una volta la settimana ci si può immaginare. La viviamo in un certo modo ma non ci siamo fatti prendere dal panico perché c’è fiducia nelle forze dell’ordine». Patrizia Molesini (Consandolo): «Diciamo che ne parlano come penso da altre parti e personalmente, vedere i carabinieri, mi da un senso di sicurezza e tranquillità quindi la vivo normalmente ma capisco che, chi vive in posti isolati o che si spostano di notte... a me non ha cambiato la vita». Luana Nardi (Ospital Monacale): «La vivo male con ansia e così la mia gente: che lo prendano al più presto! Non vediamo l’ora che questo signore venga preso e mi creda, ho una bimba piccola e anche mandarla all’asilo...Un’ultima cosa: Grazie a La Nuova Ferrara per il lavoro che sta facendo». Isabella Baroni (Boccaleone): «Dargli del pazzo a questo qui è una bella parola. Abbiamo il terrore e parecchia gente, quando fa buio, resta in casa e non esce. Cosa possiamo fare? Aiutare le forze dell’ordine evitando le cretinate; non è possibile che s’inventino movimenti inesistenti che portano fuori strada i carabinieri e magari li distraggono da dove c’è necessità». Enrico Gamberoni(San Nicolò): «Forse perché non siamo coinvolti, non c’è paura, non più di tanto oppure la gente non lo dimostra. Certo se ne parla e speriamo che il Ministro dica che si va avanti che non mollino finché si ha la certezza che lui sia qui». Marco Piazzi (Benvignante): «Non siamo coinvolti geograficamente e comunque qualche pattuglia c’è. Comunque la sera, la gente si chiude in casa e non è una paura di oggi ma da tempo perché non c’è più la sicurezza di prima. Ricordo che su una panchina del parco, alcuni mesi fa, è stata trovata una pistola carica. Per questo dico alla mia gente di stare molto attenti, di non fare i faciloni e di tenere gli occhi aperti». L’ex presidente Luciano Baraldi (S.M. Codifiume): «L’apprensione c’è ed è inutile negarlo questo perché viviamo attaccati al Reno ma tutto sommato, siamo tranquilli e molto soddisfatti questo grazie ai nostri carabinieri. Ci danno tranquillità e lo abbiamo visto in una incursione verso Spinazzino. Diciamo che un minimo di preoccupazione subentra e se ne parla ma non se ne parla con angoscia questo perché, i punti nevralgici sono presidiati. Ripeto, resta l’argine del Reno e il sottobosco impenetrabile che potrebbe nascondere un esercito. Per favore: pubblicate al più presto la notizia dell’arresto». L’ex presidente Sauro Carlotti (Traghetto) «Noi siamo nel cuore della zona rossa e la gente, prevalentemente anziana, la vive male, ha persino paura di fare un giro al campo sportivo e quindi si barricano in casa anche di giorno perché non tutti hanno la porta blindata. Una signora mi ha chiesto quando finirà sta storia e non ho dato la risposta».
Giorgio Carnaroli
Giorgio Carnaroli
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