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La voce di Tavassi sul tema migranti  «Sono un valore»

PORTOMAGGIORE. Giovanni Tavassi, ex assessore comunale ed attualmente capogruppo di opposizione del gruppo Misto qualche sera fa in consiglio comunale aveva presentato un ordine del giorno nel quale...

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PORTOMAGGIORE. Giovanni Tavassi, ex assessore comunale ed attualmente capogruppo di opposizione del gruppo Misto qualche sera fa in consiglio comunale aveva presentato un ordine del giorno nel quale chiedeva che il sindaco Nicola Minarelli e la sua giunta si impegnassero a non ricorrere agli strumenti previsti dal decreto Minniti-Orlando riguardante le disposizioni urgenti per l’ accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché misure per il contrasto dell’immigrazione illegale e ad agire in tutte le sedi possibili per opporsi all’applicazione dei provvedimenti previsti nei decreti. La maggioranza, con i voti della Lega, ha votato contro. «Non credo che il decreto Orlando-Minniti sia la panacea giusta per risolvere i problemi - esordisce lo stesso Tavassi - i Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) che dovrebbero sostituire i Cie (Centri di Identificazione ed Espulsione) non sono altro che una fotocopia dei Cie. Sono previsti 19 milioni di ero per i rimpatri, un mare di soldi che faranno guadagnare soldi a qualcuno. All’interno del decreto vi sono norme che possono andare in contrasto con la Costituzione, vedi ad esempio la libera circolazione delle persone. Non è vero quanto ha affermato il capogruppo di maggioranza Dario Bernardi che il problema non incide sui territori in quanto riguarderebbe la politica nazionale». Tavassi precisa il suo punto di vista sui migranti. «Qui a Portomaggiore costituiscono il 10% circa della popolazione. Molti lavorano e costituiscono un valore aggiunto in quanto versano i contributi all’Inps e quindi alimentano le casse previdenziali. La responsabilità è della politica nazionale che ha voluto istituire decine di cooperative senza preoccuparsi poi di istituire percorsi di inserimento lavorativo. A Portomaggiore già quando ricoprivo l’incarico di assessore - prosegue Tavassi - avevamo istituito le borse lavoro. Inizialmente venivano usate in modo improprio poi a fronte di contributi elargiti la persona che ne usufruisce doveva fornire un contributo lavorativo. Credo che siano coinvolte una trentina di persone. Inizialmente erano il doppio ma chi ne usufruiva di fronte al fatto di lavorare ha preferito rinunciare al contributo». (m.bar.)

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