Le aziende devono tenere il passo
Il convegno della Partecipanza Agraria fra numeri in crescita e ruolo strategico
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CENTO. «La Partecipanza Agraria di Cento ha e avrà un ruolo chiave nello sviluppo agricolo e nel rilancio territorio centese, rappresentando un ettaro su quattro della superficie produttiva». Si è tenuto ieri il convegno per presentare i risultati dello studio di Nomisma, commissionato dalla Partecipanza Agraria per rilanciare il modello e attualizzare il proprio ruolo nello sviluppo del territorio. Ad introdurre i lavori, il presidente della Partecipanza centese Aproniano Tassinari: «Di fronte ad un settore dell’agricoltura profondamente modificato e alle trasformazioni che stanno vivendo i sistemi agroalimentari, occorre un approccio nuovo da parte delle aziende agricole e dei territori di produzione. Bene mantenere le radici, ma occorre orientarle al futuro per cambiare il passo e costruire un territorio competitivo dal punto di visto economico e culturale». In vista della divisione ventennale del 2019, i numeri ad oggi: 1.777 famiglie partecipanti, di cui 860 insediata nel Comune di Cento. Ad oggi, il bilancio è costituito per il 3% da interessi, 36% da affitto dei capisti affittuari dei 500 ettari di terreno trattenuto dalla divisione, 21% dai diritti di superficie. Sono stati 839 i capisti che hanno preso il capo nel 1999. È in questo contesto che si inserisce lo studio Nomisma, presentato da Massimo Spigola. Le aziende agricole mostrano forti caratteri di debolezza e risultano poco in linea con le condizioni richieste dal nuovo scenario: le superfici medie sono molto contenute, gli ordinamenti produttivi sono a basso potenziale e in grado di attivare poco lavoro, non si registrano attività di qualificazione dei prodotti (Dop-Igp, biologico), il livello di organizzazione e diversificazione è estremamente ridotto e poco in linea con le rinnovate richieste sociali al settore; la proiezione demografica dei conduttori, che risultano molto anziani, è limitata, mentre sono rilevanti le difficoltà collegate al ricambio generazionale (in aziende con bassa capacità reddituale). A queste criticità aziendali se ne sommano altre di matrice territoriale, come nel caso delle limitazioni registrate nei confronti dell’infrastrutturazione irrigua (solo il 10% della superficie agricola centese è irrigata, il valore più basso del circondario) e logistica a servizio delle aziende agricole. Si tratta di punti di debolezza che però possono essere mitigati ed eliminati utilizzando le politiche dedicate al settore agricolo e alle aree rurali. I fabbisogni: potenziare le capacità irrigue del territorio, migliorare le infrastrutture viarie in ambito rurale, recuperare e valorizzare le aree con valenza ambientale e favorire una migliore gestione delle acque reflue. (be.ba.)
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