«Bf, un lavoro da numeri uno»
Renzi «impressionato» da investimenti e tecnologia: un esempio per il sud, nei campi c’è il futuro
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JOLANDA DI SAVOIA. Matteo Renzi si è detto «impressionato» dalla visita di un’ora alle Bonifiche Ferraresi, e ha speso parole così impegnative sull’agricoltura 4.0 che lì si sta applicando, da ipotizzarne l’inserimento d’ufficio tra le priorità della sua nuova agenda post-primarie Pd. L’ex premier ha speso un’ora del suo tour elettorale in vista della sfida del 30 aprile con Orlando ed Emiliano, non a caso affiancato dal ministro all’Agricoltura Maurizio Martina che ne è il principale alleato, tra le riserie e le stalle dell’azienda agricola che gli investimenti di un gruppo di privati stanno portando al vertice assoluto del settore. Renzi ha visto in azione i più grandi ranger (i maxi bracci d’irrigazione) attivi in Italia, ha fatto conoscenza con l’eco-distretto zootecnico di Jolanda ed è stato portato all’interno della control room che raccoglie e elabora tutti i dati dei terminali aziendali: tutte realizzazioni concluse pochi mesi dopo il loro annuncio. «Il nostro progetto ci consentirà, ancor più dopo l’ingresso di Cassa depositi e prestiti, leader europeo per l’innovazione e il made in Italy» ha argomentato Federico Vecchioni, l’amministratore delegato di Bf. Lui, Renzi, con i giornalisti ha parlato addirittura dello sforzo dei manager jolandini di «diventare numeri uno al mondo, e lo stanno perseguendo. Otto mesi fa qui non c’era niente, ma si vede che quando gli imprenditori hanno voglia d’investire e c’è una visione, i risultati arrivano. Complimenti anche a Comune e Regione che hanno sostenuto questo progetto».
Poi, nel breve discorso a braccio tenuto all’interno del nuovo auditorium Bf, il segretario dimissionario e ricandidato del Pd ha sviluppato il concetto: «Ci avete fatto vedere il futuro, questa non è roba per addetti ai lavori ma un pezzo del futuro. Da questo esempio dovrebbe imparare l’agricoltura del Sud, ma dobbiamo anche vincere una battaglia culturale, ribaltando le parole d’ordine di 20-30 anni fa secondo le quali “va a zappare” e “tornare alla terra” sono un insulto. No, l’agricoltura deve diventare cool, attraente, un po’ come si è fatto per il cibo. Oggi - ha spiegato Renzi - un ragazzino che vuole fare lo chef gode di prestigio sociale, la stessa cosa bisogna fare per la terra». Evidentemente l’ex premier ha visto sposarsi perfettamente Bf con la sua passione per la tecnologia, «la straordinaria gestione dei big data che ho visto qui anticipa quanto succederà in tutti i settori, banche e assicurazioni. Il tutto coniugato con la qualità italiana. Parlo da cittadino, senza incarichi istituzionali, ma conoscendo il ministro Martina sono certo che sta mettendo impegno e attenzione su questi aspetti». E il futuro Renzi lo vede molto ravvicinato, «non è un caso se tra due lunedì viene Obama in Italia, in uno dei suoi primi viaggi da ex presidente, e viene a discutere di cibo, territorio, sostenibilità».
Ad aspettare un’ora e mezza per poter ascoltare l’ex premier, all’auditorium, c’erano rappresentanze di giovani agricoltori organizzate con pullman dalla Coldiretti, e provenienti dalle maggiori province agricole del nord Italia: molta Emilia ma anche Lombardia. Del resto al «network dei Consorzi agrari, che ha sostenuto in pieno il progetto, come del reto Comune e Regione perché si tratta di un progetto-paese» aveva fatto riferimento esplicito Vecchione, e Mauro Tonello, presidente regionale Coldiretti e numero uno nazionale dei Consorzi agrari, è stato a fianco di Renzi e Martina per l’intera visita. Un sostegno visibile di parte del mondo agricolo al candidato segretario.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Poi, nel breve discorso a braccio tenuto all’interno del nuovo auditorium Bf, il segretario dimissionario e ricandidato del Pd ha sviluppato il concetto: «Ci avete fatto vedere il futuro, questa non è roba per addetti ai lavori ma un pezzo del futuro. Da questo esempio dovrebbe imparare l’agricoltura del Sud, ma dobbiamo anche vincere una battaglia culturale, ribaltando le parole d’ordine di 20-30 anni fa secondo le quali “va a zappare” e “tornare alla terra” sono un insulto. No, l’agricoltura deve diventare cool, attraente, un po’ come si è fatto per il cibo. Oggi - ha spiegato Renzi - un ragazzino che vuole fare lo chef gode di prestigio sociale, la stessa cosa bisogna fare per la terra». Evidentemente l’ex premier ha visto sposarsi perfettamente Bf con la sua passione per la tecnologia, «la straordinaria gestione dei big data che ho visto qui anticipa quanto succederà in tutti i settori, banche e assicurazioni. Il tutto coniugato con la qualità italiana. Parlo da cittadino, senza incarichi istituzionali, ma conoscendo il ministro Martina sono certo che sta mettendo impegno e attenzione su questi aspetti». E il futuro Renzi lo vede molto ravvicinato, «non è un caso se tra due lunedì viene Obama in Italia, in uno dei suoi primi viaggi da ex presidente, e viene a discutere di cibo, territorio, sostenibilità».
Ad aspettare un’ora e mezza per poter ascoltare l’ex premier, all’auditorium, c’erano rappresentanze di giovani agricoltori organizzate con pullman dalla Coldiretti, e provenienti dalle maggiori province agricole del nord Italia: molta Emilia ma anche Lombardia. Del resto al «network dei Consorzi agrari, che ha sostenuto in pieno il progetto, come del reto Comune e Regione perché si tratta di un progetto-paese» aveva fatto riferimento esplicito Vecchione, e Mauro Tonello, presidente regionale Coldiretti e numero uno nazionale dei Consorzi agrari, è stato a fianco di Renzi e Martina per l’intera visita. Un sostegno visibile di parte del mondo agricolo al candidato segretario.
Stefano Ciervo
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