innovazione che parte dall’attività tradizionale
Campi e stalle, dati in tempo reale
La “control room” elabora le informazioni del sistema aziendale
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JOLANDA DI SAVOIA. La visita di Matteo Renzi alle Bonifiche Ferraresi, e al mondo agricolo che vi ruota attorno, doveva restare una parentesi privata del suo tour per le primarie, tra un pranzo di finanziamento e un comizio, ma la notizia è filtrata e i tempi si sono dilatati. Così è saltata la prevista visione del filmato con la sintesi degli investimenti e dei progetti di Bf, nel nuovo auditorium, sostituita però da una visita diretta all’azienda nel corso della quale i manager jolandini, guidati dall’ad Federico Vecchioni, hanno potuto far toccare con mano a Renzi quanto realizzato fino ad oggi. I 4mila ettari di terreni sono riservati per 1.500 ettari alle produzioni che servono a rendere indipendente il distretto zootecnico Bf (alimentazione a chilometro zero anche per i capi di bestiame), e per il resto a colture tra le quali spicca il riso. Nei recenti periodi di carenza idrica è diventato fondamentale il ruolo dei grandi ranger da un chilometro di lunghezza, i più grandi sistemi d’irrigazione dei campi a livello nazionale. La strada provinciale divide i terreni produttivi dal polo terziario dell’azienda. Sono già in piedi l’auditorium-aula magna del campus, le residenze riservate a studenti e agricoltori (50 i letti a disposizione) e la control room. In quest’ultimo edificio vengono convogliati e analizzati tutti i dati raccolti dai vari sistemi aziendali, dalla georeferenziazione al satellite fino alla telemetria dei trattori, provenienti anche dalla Toscana e dalla Sardegna, gli altri siti del gruppo. Con queste analisi si può addirittura prevedere come saranno i terreni tra 2 o 3 anni, e risparmiare acqua.
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