AVVISTAMENTI
Quattro segnalazioni dai dintorni di Portogruaro
Gli avvistamenti di Igor, il temibile killer che ha ucciso due persone a Budrio e a Portomaggiore continuano e questa volta anche fuori dai confini emiliani.Quattro le persone differenti, che non si...
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Gli avvistamenti di Igor, il temibile killer che ha ucciso due persone a Budrio e a Portomaggiore continuano e questa volta anche fuori dai confini emiliani.
Quattro le persone differenti, che non si conoscono tra loro hanno segnalato la sua presenza nel Veneto. Dicono di averlo visto per quattro volte nel mandamento portogruarese: due a Portogruaro, una a San Stino e una a Caorle. Le segnalazioni sono avvenute negli ultimi 3 giorni. Una anche ieri venerdì 21.
Anche i carabinieri e polizia della zona di Portogruaro sono alla caccia di Igor/Norbert/Ezechiele, il super ricercato numero 1 in Italia diventato ormai il latitante più pericoloso in circolazione perché armato.
Tutte le segnalazioni fatte dai testimoni sono concordi quando riportano di aver notato una “persona trasandata e trascurata, che cammina con difficoltà”, indicando con certezza in Igor l’uomo che avevano visto.
Il fuggiasco viene indicato dalle forze dell’ordine come “armato ed estremamente pericoloso”. L’uomo ha un passato nebuloso: prima di arrivare in Italia avrebbe servito nelle forze speciali e i compagni di cella lo indicano come “capace di 3 mila flessioni al giorno” per tenersi sempre in forma. Sulla caviglia, cioè nel punto dove le forze russe si tatuano il gruppo sanguigno e la matricola, ha in effetti una cicatrice: la pelle lì è stata asportata.
Le forze dell'ordine stanno compiendo ora nel Portogruarese i confronti con quelle che riguardano il territorio emiliano. Pochi giorni fa una donna aveva segnalato Igor il russo tra i passeggeri di un treno della linea Adria – Chioggia. Si era accorta della sua presenza proprio mentre guardava sullo smartphone le notizie relative ai delitti compiuti da Igor in Emilia e alla caccia all’uomo organizzata per catturarlo. Pare che l’uomo, che secondo la passeggera del treno poteva essere il pluriomicida, si sia alzato di scatto nervosamente cambiando anche scompartimento.
Intanto proseguono senza sosta, giorno e notte le ricerche dell’assassino nella zona rossa quella posta in una superficie di 40 chilometri tra le oasi di Campotto e quella di Marmorta tra le province di Bologna e Ferrara.
Le forze dell’ordine insieme ai reparti speciali stanno battendo palma a palmo la zona, soprattutto vanno alla ricerca di casolari abbandonati o rifugi che in qualche modo possono essere un nascondiglio per il fuggitivo, che ricordiamo è abituato a vivere in questo genere di territorio, tra la vegetazioni e le valli d’acqua.
Le strade di accesso alla zona vengono costantemente presidiate, controlli continui vengono fatti anche ai residenti che si spostano dalle loro abitazioni per questioni di lavoro o necessità varie.
Anche ieri ci sono state varie segnalazioni e in particolare per dire come la tensione sia palpabile, si era sparsa la voce di un blocco stradale a San Nicolò per un controllo a tappeto della zona. In realtà il blocco stradale è stato fatto per poter asfaltare la strada.
La popolazione argentana, quella più esposta a questa situazione visto che il territorio si sviluppa per buona parte nella zona rossa, sta vivendo giorni di trepidazione e la speranza è che questa situazione venga risolta il prima possibile. La richiesta è sulla bocca di tutti: prendetelo.
Quattro le persone differenti, che non si conoscono tra loro hanno segnalato la sua presenza nel Veneto. Dicono di averlo visto per quattro volte nel mandamento portogruarese: due a Portogruaro, una a San Stino e una a Caorle. Le segnalazioni sono avvenute negli ultimi 3 giorni. Una anche ieri venerdì 21.
Anche i carabinieri e polizia della zona di Portogruaro sono alla caccia di Igor/Norbert/Ezechiele, il super ricercato numero 1 in Italia diventato ormai il latitante più pericoloso in circolazione perché armato.
Tutte le segnalazioni fatte dai testimoni sono concordi quando riportano di aver notato una “persona trasandata e trascurata, che cammina con difficoltà”, indicando con certezza in Igor l’uomo che avevano visto.
Il fuggiasco viene indicato dalle forze dell’ordine come “armato ed estremamente pericoloso”. L’uomo ha un passato nebuloso: prima di arrivare in Italia avrebbe servito nelle forze speciali e i compagni di cella lo indicano come “capace di 3 mila flessioni al giorno” per tenersi sempre in forma. Sulla caviglia, cioè nel punto dove le forze russe si tatuano il gruppo sanguigno e la matricola, ha in effetti una cicatrice: la pelle lì è stata asportata.
Le forze dell'ordine stanno compiendo ora nel Portogruarese i confronti con quelle che riguardano il territorio emiliano. Pochi giorni fa una donna aveva segnalato Igor il russo tra i passeggeri di un treno della linea Adria – Chioggia. Si era accorta della sua presenza proprio mentre guardava sullo smartphone le notizie relative ai delitti compiuti da Igor in Emilia e alla caccia all’uomo organizzata per catturarlo. Pare che l’uomo, che secondo la passeggera del treno poteva essere il pluriomicida, si sia alzato di scatto nervosamente cambiando anche scompartimento.
Intanto proseguono senza sosta, giorno e notte le ricerche dell’assassino nella zona rossa quella posta in una superficie di 40 chilometri tra le oasi di Campotto e quella di Marmorta tra le province di Bologna e Ferrara.
Le forze dell’ordine insieme ai reparti speciali stanno battendo palma a palmo la zona, soprattutto vanno alla ricerca di casolari abbandonati o rifugi che in qualche modo possono essere un nascondiglio per il fuggitivo, che ricordiamo è abituato a vivere in questo genere di territorio, tra la vegetazioni e le valli d’acqua.
Le strade di accesso alla zona vengono costantemente presidiate, controlli continui vengono fatti anche ai residenti che si spostano dalle loro abitazioni per questioni di lavoro o necessità varie.
Anche ieri ci sono state varie segnalazioni e in particolare per dire come la tensione sia palpabile, si era sparsa la voce di un blocco stradale a San Nicolò per un controllo a tappeto della zona. In realtà il blocco stradale è stato fatto per poter asfaltare la strada.
La popolazione argentana, quella più esposta a questa situazione visto che il territorio si sviluppa per buona parte nella zona rossa, sta vivendo giorni di trepidazione e la speranza è che questa situazione venga risolta il prima possibile. La richiesta è sulla bocca di tutti: prendetelo.
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