«Qui finché non lo prendiamo»
di Daniele Predieri
Minniti, contestato, dà garanzie a famiglie e sindaci. Igor indagato per un terzo omicidio
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Ha parlato coi familiari delle vittime, coi sindaci e con chi gli sta dando la caccia, ormai da 14 giorni. E alla fine ha rassicurato tutti, da uomo di Stato quale è: «Fino a quando non sarà catturato noi non ci fermeremo, perché così si comporta un grande paese». Le parole valgono quanto le strette di mano e gli abbracci a chi ancora vive nel dolore: ci mette tutto questo, il ministro Marco Minniti per confermare che la caccia a Igor Vaclavic/Norbert Feher è davvero affare di Stato. Oggi più che mai, visto che si allunga l’ombra di un terzo omicidio. Ieri il ministro ha incontrato a Molinella e Budrio i parenti delle vittime del killer in fuga, i familiari di Davide Fabbri e i figli di Valerio Verri. Spiegando che «dobbiamo avere il cuore spezzato per questi nostri amici che hanno perso la vita e ho detto loro che faremo di tutto per assicurare alla giustizia chi li ha ammazzati. La cosa bella è stata sentire e vedere, insieme a un dolore profondo, anche una straordinaria compostezza». A Molinella, nel quartier generale delle ricerche, Minniti ha poi incontrato chi da settimane le conduce, i comandanti dei carabinieri di Ferrara e Bologna, il questore di Bologna e tra i tanti il prefetto di Ferrara, Michele Tortora: «Uomini delle forze dell'ordine impegnati nella caccia all'uomo, li ho ringraziati uno per uno». Uno per uno ha ringraziato anche i sindaci dei comuni su cui c’è la pressione della caccia all’uomo, Molinella e Budrio nel Bolognese, Argenta e Portomaggiore.
Non poteva mancare il presidente della Provincia e sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani. Tagliani amplifica ciò che il ministro ha riferito: «Ha confermato che loro non mollano la presa e che faranno di tutto per trovarlo. Posso anche dire che ha preso atto di un territorio, quello tra il nostro e il Bolognese che è unito, coeso, e ha ringraziato tutti i sindaci per il lavoro che stanno facendo». Insomma, la gente ha paura, certo, ma non bisogna perdere il controllo. Poi, spiega qncora Tagliani, «il ministro si è soffermato sulle preoccupazioni di fondo che riguardano le espulsioni mai eseguite, dicendo che è un problema serio dal punto di vista tecnico». Ma proprio le famiglie delle vittime, presenti all’incontro - come si è appreso - , hanno sollecitato il ministro su questo, chiedendo come mai non si è potuto prevenire ciò che sta accadendo, come era possibile che una persona di questa pericolosità fosse ancora qui, da noi. «Il ministro lo ha ribadito che ora più che mai occorre farsi carico di questo problema a livello Paese, perché le mancate espulsioni sono le vera emergenza». Un’emergenza di cui anche il prefetto di Ferrara è ben consapevole, lui stesso presente al vertice ha potuto constatare che «le ricerche sono in corso da parte di un contingente corposo di forze dell’ordine e continueranno senza interruzioni fino a quando la persona ricercata non verrà trovata: questo è stato ribadito, l’impegno dello Stato a fare il massimo». Che però non ha dato risultati finora, la gente è esasperata, ieri a Budrio vi sono state contestazioni al ministro di alcuni amici del barista ucciso, sulle ricerche a vuoto. «Non sono un tecnico - taglia corto Tortora - ma posso dire che l’impegno è totale».
Anche dal sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini giungono rassicurazioni, alla popolazione: «E’ stato fatto il punto sulla situazione e soprattutto su come si sta fronteggiando la circostanza in queste ultime settimane. Il ministro ci ha assicurato che le squadre dei vari corpi speciali presenti sul territorio rimarranno fino alla cattura del ricercato. Ha poi apprezzato la compostezza e la tenuta del tessuto sociale delle nostre comunità e ha invitato noi sindaci e le nostre cittadinanze a dare il massimo supporto alle forze dell'ordine che stanno lavorando».
Le indagini sono ancora in piena evoluzione, tanto che Igor/Norbert adesso è indagato anche per un terzo omicidio quello del 30 dicembre 2015, a Fosso Ghiaia di Ravenna: un uomo armato di fucile sparò contro il metronotte Salvatore Chianese, uccidendolo. Un fucile calibro 12, come quello comparso a Consandolo e poi a Budrio. Riscontri e ipotesi che hanno portato ad indagare Igor/Norbert per questo: lo inchiodano tracce telefoniche, spostamenti e movimenti, visto che era localizzato lì, in quell’epoca.
La scia di sangue, dunque, si allunga. Per questo motivo lo Stato non vuole e non può alzare bandiera bianca.
Non poteva mancare il presidente della Provincia e sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani. Tagliani amplifica ciò che il ministro ha riferito: «Ha confermato che loro non mollano la presa e che faranno di tutto per trovarlo. Posso anche dire che ha preso atto di un territorio, quello tra il nostro e il Bolognese che è unito, coeso, e ha ringraziato tutti i sindaci per il lavoro che stanno facendo». Insomma, la gente ha paura, certo, ma non bisogna perdere il controllo. Poi, spiega qncora Tagliani, «il ministro si è soffermato sulle preoccupazioni di fondo che riguardano le espulsioni mai eseguite, dicendo che è un problema serio dal punto di vista tecnico». Ma proprio le famiglie delle vittime, presenti all’incontro - come si è appreso - , hanno sollecitato il ministro su questo, chiedendo come mai non si è potuto prevenire ciò che sta accadendo, come era possibile che una persona di questa pericolosità fosse ancora qui, da noi. «Il ministro lo ha ribadito che ora più che mai occorre farsi carico di questo problema a livello Paese, perché le mancate espulsioni sono le vera emergenza». Un’emergenza di cui anche il prefetto di Ferrara è ben consapevole, lui stesso presente al vertice ha potuto constatare che «le ricerche sono in corso da parte di un contingente corposo di forze dell’ordine e continueranno senza interruzioni fino a quando la persona ricercata non verrà trovata: questo è stato ribadito, l’impegno dello Stato a fare il massimo». Che però non ha dato risultati finora, la gente è esasperata, ieri a Budrio vi sono state contestazioni al ministro di alcuni amici del barista ucciso, sulle ricerche a vuoto. «Non sono un tecnico - taglia corto Tortora - ma posso dire che l’impegno è totale».
Anche dal sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini giungono rassicurazioni, alla popolazione: «E’ stato fatto il punto sulla situazione e soprattutto su come si sta fronteggiando la circostanza in queste ultime settimane. Il ministro ci ha assicurato che le squadre dei vari corpi speciali presenti sul territorio rimarranno fino alla cattura del ricercato. Ha poi apprezzato la compostezza e la tenuta del tessuto sociale delle nostre comunità e ha invitato noi sindaci e le nostre cittadinanze a dare il massimo supporto alle forze dell'ordine che stanno lavorando».
Le indagini sono ancora in piena evoluzione, tanto che Igor/Norbert adesso è indagato anche per un terzo omicidio quello del 30 dicembre 2015, a Fosso Ghiaia di Ravenna: un uomo armato di fucile sparò contro il metronotte Salvatore Chianese, uccidendolo. Un fucile calibro 12, come quello comparso a Consandolo e poi a Budrio. Riscontri e ipotesi che hanno portato ad indagare Igor/Norbert per questo: lo inchiodano tracce telefoniche, spostamenti e movimenti, visto che era localizzato lì, in quell’epoca.
La scia di sangue, dunque, si allunga. Per questo motivo lo Stato non vuole e non può alzare bandiera bianca.
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