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«Quell’incrocio è troppo pericoloso» 

«Quell’incrocio è troppo pericoloso» 

Le barche hanno motori potenti e alcune vanno molto veloce superando anche i 40 nodi

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GORINO. Intorno al terribile schianto avvenuto tra due natanti venerdì mattina nella Sacca di Goro, comincia ad aprirsi un ventaglio di interrogativi inquietanti, uniti dallo stesso denominatore, ossia garantire una maggiore sicurezza per la navigazione. «È stata una disgrazia, una grossa sfortuna, ma occorrono regole di navigazione in quell'incrocio. Serve un cartello di precedenza. Da Goro partono scaglionate 400-500 barche tutti i giorni e quasi 300 ne partono qui da Gorino. C’è sempre un gran traffico nella sacca». Robertino Ballarini, zio di Alex, il pescatore 18enne vittima dell'incidente, pone e si pone domande, nella speranza che si possano evitare in futuro altre disgrazie. Le motopesca come quella su cui Alex ha purtroppo perso la vita coi i loro 150 cavalli, sfiorano e superano i 40 nodi, mentre ad agevolare i flussi di traffico intervengono le cosiddette briccole, un sistema di pali, che tracciano le vie di transito. «Serve un cartello visibile a distanza - interviene Rosolino Cazzola, un altro zio di Alex-, con avviso alle cooperative, per indicare chi deve rispettare la precedenza». Come spiegano i due pescatori nel punto esatto in cui si è verificata la tragica collisione è presente un incrocio, perché si intersecano due canali, il primo per Gorino ed il secondo per Goro. «La ricostruzione della dinamica dei fatti - prosegue Robertino Ballarini -, spetta sicuramente alla Capitaneria di porto, ma ci impone una riflessione riscontrare che in 6 non abbiano visto un segnale di precedenza. Non c’era nebbia. Potrebbero essere stati accecati dal sole o non hanno visto un ostacolo». Per i due pescatori, entrambi zii della giovane vittima, quell’incrocio principale deve essere necessariamente segnalato a distanza, perché «in quel punto negli ultimi anni ci sono stati altri 5 incidenti con feriti, ma stavolta purtroppo stiamo piangendo un ragazzo morto». Un altro aspetto, non trascurabile, concerne il possesso dei titoli di guida, in quanto dopo 12 mesi di navigazione un motorista, abilitato alla guida dei motopesca per circolare nella sacca di Goro, può ottenere anche la licenza da conduttore di barca. «Questo passaggio è previsto senza scuola e si basa solo sull’esperienza. Io però ho fatto 12 mesi di corso e ho preso la mia patente nautica, che è molto più complessa di quella per la guida delle automobili». (k.r.)

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