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Tante visite a Sant’Antonio per un angolo di Paradiso

Tante visite a Sant’Antonio per un angolo di Paradiso

Enorme successo per la visita al Monastero di Sant’Antonio in Polesine e ai suoi Giardini del Paradiso, organizzata nell’ambito della XIV Giornata Nazionale del Giardino Ugai 2017, promossa dal...

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Enorme successo per la visita al Monastero di Sant’Antonio in Polesine e ai suoi Giardini del Paradiso, organizzata nell’ambito della XIV Giornata Nazionale del Giardino Ugai 2017, promossa dal Garden Club Ferrara, in collaborazione con il Comune e la Comunità Monastica Benedettina.
Centinaia le persone che dalle 10.30 hanno ascoltato, nella corte d’ingresso al monastero, la storia del luogo, di beata Beatrice d’Este, e delle caratteristiche botaniche del luogo. Lo storico Francesco Scafuri e il botanico Filippo Piccoli hanno saputo incantare la folla, facendo una sorta di mini lezione di storia e di botanica all’aperto.
Ma di rilievo è stata la possibilità di ammirare i Giardini del Paradiso, all’interno del monastero, costituiti da rose, lavande, calle, vergenia, attorniate dal porticato del monastero. Una novità assoluta questa di poter visitare il verde del monastero, dovuta alla scelta del tema di quest’anno della Giornata Nazionale del Giardino, cioè «Il paesaggio che unisce e racconta», come spiegato dalla presidente del Garden Club Ferrara Gianna Foschini Borghesani. «Al Garden Club e all’amministrazione, è parso che il monastero, con il suo giardino del Paradiso, fosse il luogo ideale per rispondere al tema del paesaggio che unisce e racconta. Sant’Antonio racconta molto, attraverso la storia del monastero e del verde del luogo»,conclude Foschini Borghesani.
Attraverso un ampio excursus storico, l’esperto Francesco Scafuri ha introdotto ferraresi e turisti alla scoperta della storia del luogo, dalla sua fondazione nel 1257 a opera di Beatrice d’Este, ai giorni nostri. Poi c’è stata l’opportunità di entrare in chiesa, e ascoltare dalla madre badessa Maria Ilaria Ivaldi, nascosta dalle grate, gli aspetti spirituali del luogo, che permette, a chi lo frequenta, di «estraniarsi dalla vita frenetica quotidiana. Il Monastero parla di infinito e tensione a immergersi in esso».
Veronica Capucci

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