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Tutti gli alias di Igor Killer con l’«h» in più 

di Daniele Predieri
Tutti gli alias di Igor Killer con l’«h» in più 

Nel 2010 era Feher, ungherese. Poi Vachlavic: croato, russo. Ora serbo

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Lo chiamavano Igor il Russo, lo conoscevano come Vaclavic Igor, nato a Taskent (Russia) il 21/10/1976. Invece, adesso, dopo la scia di sangue tra Budrio e il Mezzano che ha lasciato dietro di sè in questi primi 20 giorni di aprile, e dopo decine di rapine e furti (quelli accertati) nei 10 anni passati e aver incassato oltre 9 anni di carcere, per tutti è solo Norbert Feher, nato a Subotica, Serbia, il 10 febbraio 1981. Se adesso sta scappando da 20 giorni ad una task-force di migliaia di uomini, per oltre 10 anni lo ha sempre fatto grazie ai tanti alias, nomi, date, luoghi di nascita falsi che ha copiosamente indicato a chi lo fermava, arrestava, processava. Già nell’atto del 15 novembre 2010, il gup Piera Tassoni che ordina la custodia cautelare - dopo la convalida dell’arresto per le rapine nell’argentano (una al sindaco Antonio Fiorentini) - scriveva il nome di Igor Vaclavic, nato a Taskent il 21/10/1976 ma anche l’alias, Norbert Feher, nato a Segedin (Ungheria) il 10/02/1981. Parte da qui lo slalom di Igor/Norbert, la sua lunga storia fatta di alias e di identificazioni incompiute. Dal 2010, quando già si conosce il suo alias, diventato oggi il vero nome, Norbert Feher. Sono gli atti giudiziari a raccontare l’immobilismo generale per la sua identificazione, a raccontarci anche la carriera criminale di Igor/Norbert che va anticipata di 2 anni, rispetto le rapine del 2007 tra argentano e rodigino per cui venne arrestato la prima volta. E’ il 27 novembre 2005, quando Igor Vaclavic viene arrestato per furto in casa, a Savignano sul Rubicone (Forlì). Lo arrestano i carabinieri - leggete, leggete - con una persona famosa alle nostre cronache, Ivan Pajdek, arrestato col nome falso (conosciuto durante le indagini dell’omicidio Tartari) di Huber Sandor, ungherese. In quell’occasione i militari che li fermano, identificano un Norbert Feher (12 anni fa), ungherese con l’alias Igor Vaclavic - scrivono gli inquirenti - russo. Dunque, al pari dell’assassino di Tartari, Ivan Pajdek, anche Igor/Norbert spara nomi falsi e inventandosi altre vite, sfugge a tutto e tutti. E lo dimostra nell’estate del terrore del 2015, come raccontano gli atti giudiziari delle rapine della sua banda. I protagonisti sono sempre gli stessi: i due compagni del terrore, Ivan Pajdek e Igor/Norbert che vengono fermati dai carabinieri di Ferrara ad un controllo stradale, il 21 luglio 2015, in città, in via Copparo, altezza civico 213. I carabinieri del Norm li identificavano: alla guida dell’Alfa 164 targata BC176WD (l’auto del terrore, usata per le rapine e l’omicidio di Tartari) c’è Ivan Pajdek (identità esatta), nato in Croazia (prima era ungherese). Passeggero invece è un certo Igor Vachlavic (attenti alla “h”), nato in Croazia (sedicente, spiegano gli atti). Quando lo controllano quel giorno di luglio del 2015, i carabinieri che controllano vengono ingannati. Interrogano la banca dati dall’auto, ma non risulta nulla a carico di quel Vachlavic con l’«h» in più. Solo dopo, ovviamente, andando a rivedere carte e reati, gli inquirenti scoprono e scrivono che «al momento del controllo Vaclavic forniva generalità non esatte, dicendo di chiamarsi Vachlavic (h in più, ndr) Igor, nato in Croazia il 28/10/1976». E per gli inquirenti dell’investigativa lo ha fatto «poichè con il suo vero nome di Vaclavic Igor, nato in Russia (che oggi vero nome non è più, e ciò la dice lunga sulle difficoltà di identificazione, ndr) risultava gravato da un decreto di espulsione emesso dalla questura di Bari il 30 maggio 2015». E’ la storia dell’espulsione mancata, dopo che Igor/Norbert esce dal carcere di Ferrara, arriva al Cie di Bari, lo rilasciano 15 giorni dopo: perchè non sanno chi è, non sanno dove mandarlo. Da allora Igor è un fantasma. Che oggi ha il nome di Norbert Feher. Sempre fantasma è: da 14 giorni gli danno la caccia senza risultati.

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