Igor si nasconde così Ecco due sue “tane”
Vicino al Reno, un giaciglio tra le canne e un buco sotto la legna
3 MINUTI DI LETTURA
ARGENTA. Si sposta continuamente, si nasconde nelle sue “tane”, allargando e scavando quelle degli animali, costruendone altre di volta in volta, tra le canne, sotto legnaie. Due di questi giacigli li abbiamo visti e visitati (non fotografati per ragioni di indagini). Ecco allora spiegato come riesce a nascondersi e scappare Igor /Norbert, killer in fuga. Sono due ricoveri ritrovati nei giorni scorsi e distanti non più di 10 metri l’uno dall’altro. Ripari giornalieri, introvabili da fuori e non visibili, utili contro la pioggia e il sole e guarda caso (lui dorme di giorno), realizzati nella zona rossa e a non più di un paio di chilometri dal ponte sul fiume Reno, ad Argenta.
Che sia “roba” del ricercato, lo hanno confermato i cani molecolari quando giovedì scorso, dopo una segnalazione ai carabinieri, i cani non solo hanno dato la conferma per almeno tre volte ma addirittura, seguendo una traccia, hanno puntato dritto al secondo nascondiglio ben più grande rispetto al primo. Per meglio capire a che livello sono le capacità di adattamento di Igor/Norbert e fin dove può arrivare la sua spregiudicatezza, li abbiamo visitati e questo è il nostro racconto. Il primo è una buca in terra, trovata sotto un mucchio di legna secca, rinvenuta all’interno del parco di un’abitazione recintata e il secondo, all’interno di un canneto sull’argine: un “lavoro” fatto da un esperto visto che da fuori non risultavano nemmeno spostate le canne. All’interno, invece, un giaciglio con anche la predisposizione di una via di fuga nell’acqua: una strategia questa necessaria in caso fosse scoperto. Un “lavoro” fatto da chi conosce la pratica della sopravvivenza perché l’ha vissuta. La zona del rinvenimento dei due rifugi, è la solita già al centro di altri avvistamenti e vale a dire da via Beccara Vecchia lungo via del Catino, la strada che da Argenta raggiunge Marmorta costeggiando l’argine del fiume Reno. Il tutto è successo giovedì quando il proprietario di questa casa con parco, a spasso coi suoi due cani Corsi, si accorge che uno dei due si avvicina ad un mucchio di legna secca. Si avvicina e nota che sotto c’è una buca, non c’era mai stata e spostando ulteriormente i rami è saltato fuori il giaciglio a forma di un imbuto. Immediatamente ha capito che poteva trattarsi di un rifugio del ricercato e quindi ha chiamato i carabinieri. Pochi minuti e una squadra coi cani è arrivata sul posto. Uno dei due fiuta subito la buca e dopo due “ripassate”, si è spostato sul vicino argine del canale della Botte insistendo l’azione di fronte ad un canneto fitto. Ed è qui che si è concentrata l’attenzione dei carabinieri fino a scoprire che un metro più sotto la sommità dell’argine, c’era questo ampio spazio. Nel costruirlo, Igor /Norbert si è fatto largo tagliando le canne più grosse e dopo averle stese in terra, sopra ha appoggiato i rami delle cime, più sottili comprese le foglie: insomma una sorta di materasso. Purtroppo le ricerche successive non hanno dato risultati, ma è la conferma che Igor/Norbert è stato qui. Non a caso da diversi giorni vi è la convinzione che si sposti nella zona a ridosso della fitta boscaglia del Reno, lungo i canali e della Botte(o Zena), il Lorgana e l’oasi di Marmorta. L’altra conferma è di sabato scorso quando i carabinieri del Tuscania hanno controllato le case vicine e battuto la zona con i cani molecolari. Senza trovare nulla. Ma nessuno molla, «fino a quando non lo prenderemo»
Giorgio Carnaroli
Che sia “roba” del ricercato, lo hanno confermato i cani molecolari quando giovedì scorso, dopo una segnalazione ai carabinieri, i cani non solo hanno dato la conferma per almeno tre volte ma addirittura, seguendo una traccia, hanno puntato dritto al secondo nascondiglio ben più grande rispetto al primo. Per meglio capire a che livello sono le capacità di adattamento di Igor/Norbert e fin dove può arrivare la sua spregiudicatezza, li abbiamo visitati e questo è il nostro racconto. Il primo è una buca in terra, trovata sotto un mucchio di legna secca, rinvenuta all’interno del parco di un’abitazione recintata e il secondo, all’interno di un canneto sull’argine: un “lavoro” fatto da un esperto visto che da fuori non risultavano nemmeno spostate le canne. All’interno, invece, un giaciglio con anche la predisposizione di una via di fuga nell’acqua: una strategia questa necessaria in caso fosse scoperto. Un “lavoro” fatto da chi conosce la pratica della sopravvivenza perché l’ha vissuta. La zona del rinvenimento dei due rifugi, è la solita già al centro di altri avvistamenti e vale a dire da via Beccara Vecchia lungo via del Catino, la strada che da Argenta raggiunge Marmorta costeggiando l’argine del fiume Reno. Il tutto è successo giovedì quando il proprietario di questa casa con parco, a spasso coi suoi due cani Corsi, si accorge che uno dei due si avvicina ad un mucchio di legna secca. Si avvicina e nota che sotto c’è una buca, non c’era mai stata e spostando ulteriormente i rami è saltato fuori il giaciglio a forma di un imbuto. Immediatamente ha capito che poteva trattarsi di un rifugio del ricercato e quindi ha chiamato i carabinieri. Pochi minuti e una squadra coi cani è arrivata sul posto. Uno dei due fiuta subito la buca e dopo due “ripassate”, si è spostato sul vicino argine del canale della Botte insistendo l’azione di fronte ad un canneto fitto. Ed è qui che si è concentrata l’attenzione dei carabinieri fino a scoprire che un metro più sotto la sommità dell’argine, c’era questo ampio spazio. Nel costruirlo, Igor /Norbert si è fatto largo tagliando le canne più grosse e dopo averle stese in terra, sopra ha appoggiato i rami delle cime, più sottili comprese le foglie: insomma una sorta di materasso. Purtroppo le ricerche successive non hanno dato risultati, ma è la conferma che Igor/Norbert è stato qui. Non a caso da diversi giorni vi è la convinzione che si sposti nella zona a ridosso della fitta boscaglia del Reno, lungo i canali e della Botte(o Zena), il Lorgana e l’oasi di Marmorta. L’altra conferma è di sabato scorso quando i carabinieri del Tuscania hanno controllato le case vicine e battuto la zona con i cani molecolari. Senza trovare nulla. Ma nessuno molla, «fino a quando non lo prenderemo»
Giorgio Carnaroli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
