La gente in piazza: stanno lavorando per noi, grazie a tutti
«Perché non lo prendono?» Ma Argenta è coi carabinieri
ARGENTA. La domanda mattutina è la stessa da due settimane: «L’hanno preso?», «E’ stato preso?». All’edicola dei giornali in centro ad Argenta il capannello di persone, alla risposta negativa,...
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ARGENTA. La domanda mattutina è la stessa da due settimane: «L’hanno preso?», «E’ stato preso?». All’edicola dei giornali in centro ad Argenta il capannello di persone, alla risposta negativa, iniziano con la raffica di commenti ormai sulla bocca di tutti: «Non lo prenderanno mai è troppo furbo» la prima risposta tranciante; «chissà dov’è finito?», la seconda o ancora: «qualcuno lo starà sicuramente aiutando».
Sì, perchè ad oggi, 16° giorno, non riescono a stanarlo, ma nonostante la caccia non dia esiti, gli argentani sono con le centinaia di uomini mandati qui, a presidiare la zona rossa e soprattutto quella allargata, con posti di blocco senza fine. Una risposta alle richieste della gente, epsresse dal sindaco Antonio Fiorentini che nell’introdurre l’ultimo consiglio comunale e visto come sta vivendo la comunità, aveva preteso e ottenuto «una risposta dallo Stato». Purtroppo è una risposta difficile da dare, che non sta arrivando, dettata soprattutto da una sorpresa forse anche non tenuta a debito conto: il territorio, la fitta vegetazione, i canali, le valli. Una difficoltà, invece, che favorisce chi, come Igor/Norbert conosce a menadito. I commenti dunque si sommano, i giudizi girano solo sui social. Sulla bocca della gente c’è l’apprezzamento per gli sforzi in atto: «Nessuno - spiega un argentano - ha mai messo in dubbio in dubbio l’attaccamento al proprio dovere da parte delle forze dell’ordine». Un grazie scritto a caratteri cubitali verso i carabinieri (per la verità non tutti i cittadini forse perchè, chi denigra e in alcuni casi diffama, ha avuto qualche problema con l’Arma) è pressochè totale anche per la sicurezza che comunque viene assicurata. Manifestato, il ringraziamento, con continui gesti di solidarietà: cibo, bevande, caffè a chi ai posti di blocco lavora. Persino la proposta di un encomio anche se collettivo, che comunque testimonia l’affetto di una comunità, ha trovato riscontri. Uno su tutti è quello di una signora argentana che ieri postava sul un social «sono molto favorevole a tale proposta e disprezzo quelli che criticano l'operato delle forze militari che stanno mettendo a repentaglio la loro vita per noi». Lo stanno facendo da 15 giorni, con turni massacranti e a motivarli e tenere alto il morale, ci sono anche gli argentani non solo a parole o strette di mano ma con gesti concreti: un caffè, un po’ di frutta, un pezzo di torta, bevande portate direttamente nei punti di controllo. Non è poco.
Giorgio Carnaroli
Sì, perchè ad oggi, 16° giorno, non riescono a stanarlo, ma nonostante la caccia non dia esiti, gli argentani sono con le centinaia di uomini mandati qui, a presidiare la zona rossa e soprattutto quella allargata, con posti di blocco senza fine. Una risposta alle richieste della gente, epsresse dal sindaco Antonio Fiorentini che nell’introdurre l’ultimo consiglio comunale e visto come sta vivendo la comunità, aveva preteso e ottenuto «una risposta dallo Stato». Purtroppo è una risposta difficile da dare, che non sta arrivando, dettata soprattutto da una sorpresa forse anche non tenuta a debito conto: il territorio, la fitta vegetazione, i canali, le valli. Una difficoltà, invece, che favorisce chi, come Igor/Norbert conosce a menadito. I commenti dunque si sommano, i giudizi girano solo sui social. Sulla bocca della gente c’è l’apprezzamento per gli sforzi in atto: «Nessuno - spiega un argentano - ha mai messo in dubbio in dubbio l’attaccamento al proprio dovere da parte delle forze dell’ordine». Un grazie scritto a caratteri cubitali verso i carabinieri (per la verità non tutti i cittadini forse perchè, chi denigra e in alcuni casi diffama, ha avuto qualche problema con l’Arma) è pressochè totale anche per la sicurezza che comunque viene assicurata. Manifestato, il ringraziamento, con continui gesti di solidarietà: cibo, bevande, caffè a chi ai posti di blocco lavora. Persino la proposta di un encomio anche se collettivo, che comunque testimonia l’affetto di una comunità, ha trovato riscontri. Uno su tutti è quello di una signora argentana che ieri postava sul un social «sono molto favorevole a tale proposta e disprezzo quelli che criticano l'operato delle forze militari che stanno mettendo a repentaglio la loro vita per noi». Lo stanno facendo da 15 giorni, con turni massacranti e a motivarli e tenere alto il morale, ci sono anche gli argentani non solo a parole o strette di mano ma con gesti concreti: un caffè, un po’ di frutta, un pezzo di torta, bevande portate direttamente nei punti di controllo. Non è poco.
Giorgio Carnaroli
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