Rapine e furti azzerati, effetto Igor sul crimine
Nel Portuense e Argentano da giorni non si registrano fatti gravi di cronaca. In tutta l’area centinaia gli uomini impegnati in controlli e caccia al killer
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ARGENTA. Sparisce una zattera a Gaibana, sul po di Primaro, ed è subito allarme. Un uomo alto 1.80 viene visto camminare, ieri mattina, sul ciglio della strada prima a Monestirolo, poi alle porte della città nei pressi dell’aeroporto, ed è ancora allarme. A Bando, invece, coi fucili spianati gli uomini del Tuscania accerchiano un bosco - una perlustrazione come tante - e la gente fa scattare un altro allarme. E’ l’«effetto Igor» che porta, come spiegato in questi giorni, a raccogliere centinaia di segnalazioni, anche le più strampalate. Dopo oltre 15 giorni di ricerche è più che giustificato: Igor/Norbert non si trova, la caccia continua, piscosi e paura dilagano. Ma almeno questo «effetto Igor» ha già prodotto un risultato senza precedenti: da giorni, soprattutto nel Portuense e Argentano, aree prese d’assalto in passato quotidianamente da ladri, rapinatori e tanto altro - tanto da far gridare all’emergenza criminalità in zona e far riunire il Comitato sicurezza provinciale proprio ad Argenta - non si registra un furto, nemmeno nei supermercati: anche i ladri hanno paura, non certo di Igor ma della task force di controlli messa in campo e potenziata in questi giorni.
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«Effetto Igor» evidente dal punto di vista della cronaca (nelle nostre pagine da settimane non compaiono furti e rapine nelle zone) che però non ispira la “creatività” dei politici nostrani. L’unica sottolineatura politica viene dal Rodigino, dove la consigliera provinciale della Lega Nord, Laura Cestari, azzarda che «l'effetto Igor rappresenta la prova provata che l'affiancamento dell'esercito alle forze dell'ordine in funzione preventiva ha un indubbio effetto deterrente per la microcriminalità, contro reati odiosi quali furti, rapine e truffe agli anziani». Dimenticando quanto questa macchina deterrente per i ladri e rapinatori arrivi a costare - tantissimo, non si immagina quanto - alle casse dello Stato. Proprio ieri nel Ferrarese sono arrivati gli Uopi, (unità di pronto intervento della Polizia) per aiutare i carabinieri dei reparti speciali e dei servizi territoriali nei controlli, in una zona ben precisa, quella del Portuense. Mentre la zona valliva di Marmorta - qui gli inquirenti sono convinti che Igor/Norbert si nasconda ancora - continua ad essere presidiata fuori dai carabinieri ai posti di blocco, dentro dagli uomini di Tuscania, Cacciatori di Calabria e Gis. Ma nonostante lo spiegamento di centinaia di uomini ancora in corso, Igor/Norbert non si trova.
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Ovvio sottolineare che questo sforzo che si stanno mettendo sul campo da tanti giorni (oggi è il 16°) non potrà esser sostenuto a lungo. Anche economicamente. Nonostante, anche in questo caso, le roboanti dichiarazioni degli uomini di Stato (il ministro Marco Minniti, il comandante generale dei carabinieri e il questore di Bologna) dei giorni scorsi. E’ in atto un tour de force che porta a turno i carabinieri di tutta la provincia ad essere impiegati nei servizi esterni, per coprire i turni del personale e far tirare fiato ai militari più operativi. Da qui l’apporto anche della polizia di Stato per occupare un pezzo di territorio da controllare, l’area di Portomaggiore, mentre come spiegano da giorni gli inquirenti, se Igor/Norbert viene braccato qui dentro le valli di Marmorta, le indagini più incisive continuano a tappeto in tutto il Ferrarese e non solo. Attività di intelligence, controlli su coperture e contatti, monitorando mezza Italia (il Centro-Nord) e soprattutto Spagna e Serbia, i paesi dove Igor/Norbert ha vissuto, ha parenti e conoscenti: da qui si aspetta uno spunto, un passo falso. Per stanare Igor.
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