Al setaccio case, cascine e casolari
Secondo i cani molecolari Igor si troverebbe in zona ferrarese. Ieri controlli sulla provinciale tra Argenta e Portomaggiore
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È stata potenziata, e nei prossimi giorni si concentrerà soprattutto nel territorio ferrarese la caccia a Igor/Norbert, il quarantenne serbo ricercato per gli omicidi del barista di Budrio Davide Fabbri e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri nel Mezzano. È dal 9 aprile, il giorno successivo a quest’ultimo delitto, che le forze speciali del carabinieri coordinati dal Tuscania, e ora affiancati anche dalle Unità operative di pronto intervento (Uopi) della polizia di Stato, stanno battendo la zona rossa, un’area di quaranta chilometri quadrati compresa tra le province di Bologna e Ferrara. Dopo oltre due settimane di pattugliamenti, l’attenzione sembra essersi concentrata proprio nella zona estense, sulla base delle indicazioni fornite dai cani molecolari. Secondo le tracce fiutate dalle unità cinofile, Igor si sarebbe allontanato da Marmorta riattraversando il Canale della Botte per tornare nel territorio ferrarese. Ed è qui che i corpi speciali di polizia e carabinieri stanno continuando a cercarlo senza sosta. Ieri gruppi di uomini armati hanno passato al setaccio le abitazioni lungo la provinciale che collega Argenta a Portomaggiore; negli ultimi giorni infatti le ricerche hanno interessato soprattutto case, cortili, cascine e casolari abbandonati, con diverse irruzioni in quelli che potevano essere i ricoveri del fuggitivo. E se le indagini non tralasciano le piste fornite dalle numerose segnalazioni in tutta Italia e da altri luoghi legati all’omicida - a cominciare dal suo Paese natale, la Serbia, e la Spagna dove si sarebbe mantenuto facendo il gigolò - l’intensità e il rafforzamento delle ricerche in un’area ancora più ristretta della zona rossa significano solo che gli inquirenti sono convinti che Igor/Norbert sia ancora vicino, vicinissimo, al luogo in cui ha colpito l’ultima volta.
Un’ipotesi che non può non aprire una serie di interrogativi: come può essere sopravvissuto per quasi tre settimane tra la vegetazione, braccato da centinaia di uomini addestrati? C’è qualcuno che lo sta aiutando? E se sì, come vengono mantenuti i contatti con il fuggitivo, vista l’impossibilità di ricaricare un eventuale secondo telefonino in suo possesso? (quello attivo fino alla sera di sabato 8 risulta spento dal giorno successivo).
Con il passare dei giorni, i sentimenti delle comunità della zona rossa, e non solo, sono divisi tra l’inquietudine dell’incertezza, la speranza di una cattura imminente e anche un crescente scetticismo sulla possibilità che Igor si trovi ancora nei paraggi. I corpi speciali continueranno a cercare, ben oltre l’iniziale termine dei quindici giorni, finché non sarà data risposta a questi interrogativi.
Un’ipotesi che non può non aprire una serie di interrogativi: come può essere sopravvissuto per quasi tre settimane tra la vegetazione, braccato da centinaia di uomini addestrati? C’è qualcuno che lo sta aiutando? E se sì, come vengono mantenuti i contatti con il fuggitivo, vista l’impossibilità di ricaricare un eventuale secondo telefonino in suo possesso? (quello attivo fino alla sera di sabato 8 risulta spento dal giorno successivo).
Con il passare dei giorni, i sentimenti delle comunità della zona rossa, e non solo, sono divisi tra l’inquietudine dell’incertezza, la speranza di una cattura imminente e anche un crescente scetticismo sulla possibilità che Igor si trovi ancora nei paraggi. I corpi speciali continueranno a cercare, ben oltre l’iniziale termine dei quindici giorni, finché non sarà data risposta a questi interrogativi.
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