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Gite scolastiche in calo più scambi internazionali 

Gite scolastiche in calo più scambi internazionali 

Tre istituti su quattro lamentano problemi di programmi e di organizzazione Non si rinuncia a viaggi d’istruzione all’estero e alternanza scuola-lavoro

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Le gite scolastiche, che nel lessico degli addetti ai lavori si chiamano viaggi d’istruzione, sono sempre un tema che divide. Secondo un sondaggio realizzato dal sito skuola.net, quest’anno solo due classi su cinque in Italia si recheranno a fare i viaggi di istruzione. I motivi possono essere i più vari, dalla crisi economica che attanaglia le famiglie, alla paura del terrorismo, che induce a frequentare meno le grandi città sia europee che italiane, o la pesante responsabilità che grava sui docenti, che a fronte di un minimo compenso, devono sorvegliare gli adolescenti notte e giorno. Ma a livello ferrarese qual è la situazione? Per saperlo, abbiamo sentito quattro dirigenti di istituti superiori cittadini, e la situazione varia a seconda della scuola. C’è chi non ha subito contrazioni nel numero di viaggi di istruzione, chi invece lamenta un forte calo, anche se compensato da viaggi anche all’estero di alternanza scuola lavoro, o visite anche prolungate nelle aziende.
La dirigente dell’Istituto Tecnico commerciale Bachelet, Paola Zardi, riferisce che in effetti, «una lieve contrazione, nel numero di viaggi di istruzione fatti quest’anno, esiste. Rispetto agli anni scorsi, c’è stata una leggera flessione, soprattutto per quanto riguarda il numero di classi che partecipano. Questo non significa che non si facciano gite, anzi, al Bachelet i viaggi d’istruzione si svolgono, ma è calato il numero di classi aderenti. I motivi sono i più svariati-continua la dirigente-legati principalmente alla programmazione. Molte gite non rientrano nella programmazione, poi per gli studenti di quarta diventa preponderante il discorso dell’alternanza scuola-lavoro: devono fare veramente molte ore».
Tuttavia, se calano i viaggi di istruzione, all’istituto Bachelet non mancano le altre proposte, che vanno «dalle viste aziendali prolungate, agli scambi con l’estero. Queste attività, legate strettamente alla vita scolastica e alla programmazione dell’istituto, non sono mancate».
Anche la dirigente scolastica Roberta Monti, alla guida dell’istituto professionale alberghiero “Orio Vergani”, ammette che quest’anno la sua scuola ha visto fare meno viaggi di istruzione, ma le cause secondo la dirigente sono da imputare direttamente alle agenzie.
«Sì, nella mia scuola un calo c’è stato, perché le agenzie alle quali mi ero rivolta non rispondevano alle richieste della Prefettura, così facciamo molte meno gite. L’anno scorso le agenzie mi hanno fatta impazzire, per cui ora ho limitato quelle col bus e abbiamo optato per il treno come mezzo di trasporto. Anche a Comacchio, dove ho la reggenza per un istituto comprensivo, il collegio docenti ha stabilito di fare solo uscite sul territorio». Ma se sono calate le gite, non mancano le opportunità di scambio per i giovani studenti dell’alberghiero. «Quest’anno abbiamo fatto tanti viaggi didattici, cioè attività di alternanza scuola lavoro o viaggi con visite ad aziende e scambi culturali», conclude la dirigente Monti.
Chi non lamenta cali nelle gite, è la dirigente Licia Piva, del liceo delle scienze umane “Carducci”.
«Non abbiamo subìto flessioni, il numero di viaggi di istruzione è lo stesso dell’anno precedente, che si attesta nel numero di una per classe. Poi ci sono gli scambi internazionali tra classi, con la Francia e la Germania, e soggiorni studio in Spagna e Gran Bretagna. Per quanto riguarda i viaggi di istruzione in Italia e all’estero è tutto nella norma».
Chi è molto soddisfatto per come vanno le cose da questo punto di vista nel suo istituto, è Donato Selleri, dirigente del liceo scientifico “Roiti.”
«Magari se ne facessero di meno - esordisce il dirigente -ne facciamo tantissime, più del passato. Non ci sono stati problemi, e a fronte di un aumento del numero di classi, il trend è il medesimo dell’anno precedente, anche con soggiorni lunghi. In media si fanno tra una e due gite per classe. Ovviamente gli studenti delle classi più alte fanno soggiorni più lunghi, mentre i ragazzi delle classi più basse fanno soggiorni di una giornata. Ma non ci sono cali».
Veronica Capucci

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