La Nuova Ferrara

Ferrara

“Thyssen” propone il dramma moderno degli operai esodati

 “Thyssen” propone il dramma moderno degli operai esodati

COPPARO. A Copparo (o a Ferrara) almeno per il momento non arriverà, nonostante l’impegno del sindaco Nicola Rossi ad ospitarlo. Perché lo spettacolo “Thyssen” racconta sostanzialmente le vicende...

2 MINUTI DI LETTURA





COPPARO. A Copparo (o a Ferrara) almeno per il momento non arriverà, nonostante l’impegno del sindaco Nicola Rossi ad ospitarlo. Perché lo spettacolo “Thyssen” racconta sostanzialmente le vicende degli esodati, in primis quelli della grande azienda di Terni, ma in fondo la storia è la stessa vista in città con la Carife e a Copparo con la Berco, dove ancora adesso ben 173 dipendenti lasceranno ‘volontariamente’ il posto di lavoro.
Oggi e domani alle 21 il Teatro delle Passioni di Modena ospita “Thyssen”, proposto per la prima volta al di fuori dell’Umbria. In scena una componente della nuova Compagnia dei giovani del Teatro Stabile dell’Umbria, l’autrice e attrice (e avvocato) Carolina Balucani, che con questo testo penetra nell’esistenza sospesa di una persona senza lavoro. Partendo dalle vicende derivate dall’acquisto della Acciai Speciali di Terni (Ast) da parte della Thyssenkrupp, multinazionale tedesca dell’acciaio, culminate nell’incidente mortale dello stabilimento di Torino e, poi, nella crisi occupazionale dello stabilimento di Terni, la drammaturgia arriva a percepire lo sbandamento di chi, rimasto senza lavoro, si sente privato della propria storia di individuo, in una deriva di perdita del senso di realtà.
La Balucani si lascia invadere dalle parole della dramatis persona che lei stessa ha creato e le dà corpo e voce, al di qua di insignificanti differenze di genere, sostenuta e accompagnata dalla sensibilità formale e dalla partecipazione ritmica della regia di Marco Plini, che integra organicamente la drammaturgia e la performance, nella bellezza desolata della messinscena.
Lo spazio scenico è occupato da uno specchio d’acqua. Una piscina, piena di luce e giocattolini, irresistibile per chi si è perduto, come la casetta di zucchero lo è stata per Hansel e Gretel, nella favola crudele che luccica tra le righe del testo. Parla da solo l’operaio in esubero della Thyssen interpretato dalla Balucani, se la prende con qualcuno e con tutti. Intrappolato nella sua ricreazione forzata, non può fare a meno di contare, uno per uno, i 290 lavoratori a spasso come lui e si arrende alle parole dei compagni morti, che lo attraversano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google