Vulandra, festa al parco urbano
Si è conclusa con un bilancio molto positivo la popolare manifestazione
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Ieri per il Festival degli aquiloni è stato il giorno del commiato; un’ultima giornata all’insegna del tutto esaurito, con picnic sull’erba, giochi in libertà per tantissimi bambini e voli degli aquiloni fino al rituale dei saluti dei partecipanti con Maurizio Cenci e tutto il suo staff di volontari.
Fra le frasi da non dimenticare c’è stato chi ha dichiarato «Questa manifestazione è una delle poche durante la quale ci si sente tutti europei», oppure «Siamo come in famiglia grazie al calore ed all’accoglienza che riceviamo» ma anche «Questa 38° edizione della Vulandra sarà finalmente ricordata senza un giorno di pioggia ». A pronunciarla è soprattutto Paolo Marcolini presidente di Arci che per 15 anni ha dovuto fare i conti con il maltempo, completamente assente quest’anno: «Il bilancio – ha concordato con Maurizio Cenci – è nettamente positivo; tutto ha funzionato al meglio, grande la partecipazione del pubblico valutato in 25 mila presenze, numerosi gli ospiti alcuni dei quali di grande rilievo che ci hanno portato esemplari unici di antiche macchine fotografiche per immagini aeree ed un cimelio che conserveremo gelosamente rappresentato da una cartolina postale con la prima foto realizzata nel 1810 , indovinato lo spazio denominato “Area dello spettacolo”dove c’è stata la possibilità di creare un grande palcoscenico recintato ed illustrare la storia degli aquiloni ed infine prezioso il servizio mensa che il Centro Il Quadrifoglio ha offerto sia a mezzogiorno che alla sera di tutte le giornate».
Tutti soddisfatti dunque, organizzatori e partecipanti, il miglior compenso dopo tanti mesi di preparazione.
È stata un’edizione molto bella e partecipata che ha consentito a tantissimi ferraresi e turisti di trascorrere delle ore piacevoli all’aria aperta. Tra l’altro erano anni che non captava un tempo così propizio per tutte e quattro le giornate della manifestazione, senza pioggia e con il vento che ha favoriti i virtuosi dell’aquilone. Una delle più longeve manifestazioni di Ferrara ha dimostrato ancora una volta che basta poco per avere successo, soprattutto mettendo in evidenza qui valori con cui la Vulandra era partita 38 anni fa, dello stare insieme, dell’aria aperta e dell’ecologia. Una bela soddisfazione per gli organizzatori che regalano ogni anno ai ferraresi che non fanno gite fuori porta per il ponte festivo della festa del patrono Sabn Giorgio e deella Liberazione, alcuni giorni di relax primaverile.
Margherita Goberti
Fra le frasi da non dimenticare c’è stato chi ha dichiarato «Questa manifestazione è una delle poche durante la quale ci si sente tutti europei», oppure «Siamo come in famiglia grazie al calore ed all’accoglienza che riceviamo» ma anche «Questa 38° edizione della Vulandra sarà finalmente ricordata senza un giorno di pioggia ». A pronunciarla è soprattutto Paolo Marcolini presidente di Arci che per 15 anni ha dovuto fare i conti con il maltempo, completamente assente quest’anno: «Il bilancio – ha concordato con Maurizio Cenci – è nettamente positivo; tutto ha funzionato al meglio, grande la partecipazione del pubblico valutato in 25 mila presenze, numerosi gli ospiti alcuni dei quali di grande rilievo che ci hanno portato esemplari unici di antiche macchine fotografiche per immagini aeree ed un cimelio che conserveremo gelosamente rappresentato da una cartolina postale con la prima foto realizzata nel 1810 , indovinato lo spazio denominato “Area dello spettacolo”dove c’è stata la possibilità di creare un grande palcoscenico recintato ed illustrare la storia degli aquiloni ed infine prezioso il servizio mensa che il Centro Il Quadrifoglio ha offerto sia a mezzogiorno che alla sera di tutte le giornate».
Tutti soddisfatti dunque, organizzatori e partecipanti, il miglior compenso dopo tanti mesi di preparazione.
È stata un’edizione molto bella e partecipata che ha consentito a tantissimi ferraresi e turisti di trascorrere delle ore piacevoli all’aria aperta. Tra l’altro erano anni che non captava un tempo così propizio per tutte e quattro le giornate della manifestazione, senza pioggia e con il vento che ha favoriti i virtuosi dell’aquilone. Una delle più longeve manifestazioni di Ferrara ha dimostrato ancora una volta che basta poco per avere successo, soprattutto mettendo in evidenza qui valori con cui la Vulandra era partita 38 anni fa, dello stare insieme, dell’aria aperta e dell’ecologia. Una bela soddisfazione per gli organizzatori che regalano ogni anno ai ferraresi che non fanno gite fuori porta per il ponte festivo della festa del patrono Sabn Giorgio e deella Liberazione, alcuni giorni di relax primaverile.
Margherita Goberti
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