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Distretto dell’ortofrutta una performance record 

Distretto dell’ortofrutta una performance record 

Le esportazioni delle 126 aziende ferraresi in un anno sono aumentare del 4,3% Il sistema emiliano-romagnolo tiene con Germania, Francia e Polonia a trainare

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Si chiama distretto dell’ortofrutta romagnola tuttavia incorpora anche parte della provincia ferrarese, quella più vocata alla produzione e alla trasformazione di pere, mele e orticole. Un rapporto di Intesa Sanpaolo valutava complessivamente in 502 milioni di euro l’export nominale nel 2015, di cui 126 propriamente della quota estense. La nuova edizione dell’indagine “Monitor distretti industriali Emilia Romagna”, curata dalla Direzione studi e ricerche dell’istituto di credito, riporta numeri in crescita. Nel 2016 le esportazioni sono aumentate del 4,3%: un risultato di tutto rispetto nell’ambito di un settore alimentare che ha registrato performance brillanti per i salumi di Parma (+7,6%) e del modenese (+2,6%), per il lattiero caseario di Reggio Emilia (+11,1%) e parmense (+7%), mentre è proseguita la tendenza negativa per i salumi di Reggio Emilia. In calo del 4% anche l’alimentare di Parma. In pratica quello ferrarese-romagnolo è tra i dodici distretti regionali ad aver chiuso il 2016 in crescita, sette invece quelli con il segno meno.
I distretti emiliano-romagnoli restano comunque un elemento di traino: protagonisti della ripresa (+1,3% l’export nell’ultimo trimestre dell’anno, +2,1% nell’intero 2016), hanno recuperato i livelli pre-crisi, crescono più della media italiana, grazie ai mercati esteri e alla spinta delle imprese medio-grandi.
«Nel 2016 sono stati trainanti la Germania, la Francia e la Polonia - commenta Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo - Sul finire d’anno, è tornato in territorio positivo il mercato russo che chiude il quarto trimestre con una crescita dell’export dell’8%, portando il dato complessivo annuale quasi in territorio positivo (-0,8%), grazie al traino dell’abbigliamento di Rimini e delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia». Più fattori sono premianti, secondo Giovanni Foresti, della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo: «Distretti riscoperti come luogo di produzione e fonte di esternalità positive; buona diffusione di brevetti e marchi, attività di export e investimenti diretti esteri; presenza di grandi imprese dal profilo strategico evoluto e di nuovi protagonisti, tra cui medie imprese in forte crescita che possono diventare le grandi imprese di domani».
Fabio Terminali

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