La Nuova Ferrara

Ferrara

la guardia provinciale ferita  

Ravaglia è fuori pericolo 

di Marcello Pulidori
Ravaglia è fuori pericolo 

Trasferito dal Bufalini di Cesena al Sant’Anna di Cona

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FERRARA . Marco Ravaglia sta meglio. Migliora. Ma soprattutto non è più in pericolo di vita. Ieri il professore Paolo Carcoforo, direttore del reparto di chirurgia dell’ospedale di Cona, è stato chiaro sulle condizioni della guardia provinciale di Portomaggiore ferita l’8 aprile scorso nelle Valli del Mezzano con 2 colpi di pistola (uno dei quali all’addome), ferimento per cui è ricercato Norbert Feher, alias Igor il serbo (quella tragica sera ha perso la vita, ammazzato dal killer, la guardia ecologica volontaria Valerio Verri di 67 anni, compagno di pattuglia dello stesso Ravaglia): «Il paziente (Ravaglia, ndr) - ha detto il prof - è arrivato pochi minuti fa (erano le 17,15, Ravaglia è giunto a Cona alle 16,45, ndr) ed è ricoverato. Le sue condizioni sono buone - ha proseguito Carcoforo - , è fuori pericolo, riesce a parlare e riconosce le persone. Avrà bisogno di altre cure. Se gli ho parlato di quella sera? No, io mi sono limitato al quadro clinico». Ravaglia è di fatto “blindato” nella stanza. All’interno sono ammessi i familiari e le forze dell’ordine. A nessun altro ieri è stato consentito varcare quella soglia. È presumibile che nei prossimi giorni, forse già nelle prossime ore, Ravaglia venga ascoltato dal sostituto procuratore che segue le indagini. Malgrado Carcoforo sia rimasto strettamente negli ambiti clinici, secondo indiscrezioni filtrate in serata Ravaglia sarebbe ancora molto provato, dettaglio che troverebbe conferma nella possibilità di un sostegno da parte di psicologici ai quali la 53enne guardia provinciale potrebbe essere affidata. Un peso, quello di questi drammatici ricordi che, ben comprensibilmente, dovrà essere smaltito nel tempo. Quella sera dell’8 aprile scorso la pattuglia mista composta da Ravaglia e Verri stava percorrendo verso le 19, ormai all’imbrunire, via Mondo Nuovo nelle operazioni di contrasto ai bracconieri. Giunti ad una decina di chilometri da Portomaggiore avevano notato un Fiorino bianco in una strada di campagna. Ravaglia e Verri si erano avvicinati pensando di avere a che fare con pescatori di frodo, invece vennero sorpresi quasi certamente da Feher, che non diede loro nemmeno il tempo di reagire, tanto che la pistola d’ordinanza di Ravaglia è rimasta nella fondina. Per Verri non ci fu nulla da fare, Ravaglia rimase invece ferito ad una spalla e all’addome ma riuscì a dare l’allarme. Un allarme che i suoi familiari sperano si attenui, ora, giorno dopo giorno.
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