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Rifiuti tossici e Rai «Danni da pagare» 

Rifiuti tossici e Rai «Danni da pagare» 

Tagliani: mandato all’ufficio legale per andare in causa Oggi in commissione lo scontro tra giunta e opposizioni

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«Sono il presidente di una Provincia, quella di Ferrara, da sempre ai vertici nazionali per l’adempimento agli obblighi di pagamento del canone Rai». Comincia così la lettera che Tiziano Tagliani ha invito nei giorni scorsi al Consiglio di amministrazione Rai, al presidente della Commissione vigilanza Rai, al direttore di Rai 2 e ai parlamentari ferraresi, per chiedere «la rettifica sostanziale e diffusa delle notizie trasmesse» nel programma di Rai2 Nemo, nessuno escluso con Enrico Lucci e Valentina Petrini, che aveva come perno le accuse su presunto traffico e occultamento di rifiuti tossici nel territorio ferrarese, da parte dell’ex pentito di camorra Nunzio Perrella. Se ne tornerà a parlare oggi pomeriggio, in commissione comunale, dopo il rovente scambio di accuse tra giunta e partiti di opposizione che aveva caratterizzato i giorni successivi alla diffusione del servizio, andato in onda il 23 marzo. In commissione risponderanno alle domande dei consiglieri l’assessore Caterina Ferri, sulla quale pende la minaccia di mozione di sfiducia da parte degli M5s, il direttore dell’Arpae, Pier Luigi Trentini, assieme alla responsabile di struttura autorizzazioni e concessioni dell’agenzia, Paola Magri; i dirigenti comunali Alessio Stabellini e Lorella Dall’Olio.
Uno dei cardini della controffensiva di Tagliani, oltre alla presentazione dei dati che tranquillizzavano su inquinamenti attorno all’ex discarica di Ca’ Leona e agli altri impianti del territorio, è appunto l’affondo nei confronti della Rai. Il servizio, ribadisce il sindaco nella lettera, è andato in onda «senza contradditorio» nè prendere informazioni in Comune sui dati, «assecondando le esigenze di visibilità del sig. Perrella connesse alla pubblicazione del recente libro»; «in sintesi, la trasmissione è dunque la prova più evidente della violazione da parte dell’Azienda dell’art. 5 del vigente contratto di servizio Rai». Il sindaco conferma di «aver depositato un esposto alla Procura» e di «aver incaricato l’ufficio legale interno dell’amministrazione di procedere per il riconoscimento dei danni all’immagine e non solo, della città di Ferrara». E c’è un’interpellanza parlamentare in merito. Alla Procura si è rivolto anche il presidente della commissione Ecomafie, Alessandro Bratti, per eventuali riscontri delle affermazioni di Perrella: da Brescia, dove si è aperto un’inchiesta, non risultano riferimenti a Ferrara, e il pericolo prescrizione incombe in quanto si tratta di eventi molto lontani. (s.c.)
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