un aiuto per i malati
Una terapia psicologica per affrontare il fine vita
“Calm Workshop” è la prima iniziativa in Italia con lo scopo di agire su persone che si trovano a causa di una gravissima patologia, alla fine della loro vita; vuole dare un significato e un senso al...
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“Calm Workshop” è la prima iniziativa in Italia con lo scopo di agire su persone che si trovano a causa di una gravissima patologia, alla fine della loro vita; vuole dare un significato e un senso al tempo che resta da vivere, ricostruendo il percorso della loro esistenza. È Luigi Grassi primario della clinica psichiatrica dell’ospedale di Cona a presentare l’evento, già iniziato ieri alla Facoltà di economia, che si concluderà domani con diversi interventi soprattutto del professor Gary Rodin dell’Università Health Network and Gippec di Toronto che ne ha individuato gli obiettivi.
«La clinica e l’Università di Ferrara verificheranno dunque l’efficacia del metodo – ha sottolineato Grassi – in collaborazione con Toronto, dove il progetto è già attivo da cinque anni. Si tratta di metodo di psicoterapia relativo a un ciclo breve che si può insegnare e che ha un grande risolto positivo sulle persone malate».
Fondamentali sono tre ingredienti: tempo, spazio ed empatia; elementi che non venivano considerati neppure dopo l’avvento delle recenti cure palliative che non prevedono come rapportarsi con il paziente ma solo alleviarne il dolore.
«Nel mondo non c’è un approccio organizzato a questo tipo di intervento – ha dichiarato il professor Rodin – ma la reazione di tutti i malati di fronte a una diagnosi senza speranza, li fa reagire allo stesso modo siano italiani, francesi o americani ecc. Quindi si può applicare ovunque».
Il fine principale della Calm è quindi di ridurre e prevenire le condizioni di stress psicologico alla fine della vita agendo sulla gestione dei sintomi, la comunicazione con le figure sanitarie , sul cambiamento del sé e delle relazioni intime, sul benessere spirituale e mantenimento di un senso di significato, preparandosi al futuro , sostenendo la speranza ed affrontando la propria mortalità; per questo acquista molta importanza anche il testamento biologico .
Margherita Goberti
«La clinica e l’Università di Ferrara verificheranno dunque l’efficacia del metodo – ha sottolineato Grassi – in collaborazione con Toronto, dove il progetto è già attivo da cinque anni. Si tratta di metodo di psicoterapia relativo a un ciclo breve che si può insegnare e che ha un grande risolto positivo sulle persone malate».
Fondamentali sono tre ingredienti: tempo, spazio ed empatia; elementi che non venivano considerati neppure dopo l’avvento delle recenti cure palliative che non prevedono come rapportarsi con il paziente ma solo alleviarne il dolore.
«Nel mondo non c’è un approccio organizzato a questo tipo di intervento – ha dichiarato il professor Rodin – ma la reazione di tutti i malati di fronte a una diagnosi senza speranza, li fa reagire allo stesso modo siano italiani, francesi o americani ecc. Quindi si può applicare ovunque».
Il fine principale della Calm è quindi di ridurre e prevenire le condizioni di stress psicologico alla fine della vita agendo sulla gestione dei sintomi, la comunicazione con le figure sanitarie , sul cambiamento del sé e delle relazioni intime, sul benessere spirituale e mantenimento di un senso di significato, preparandosi al futuro , sostenendo la speranza ed affrontando la propria mortalità; per questo acquista molta importanza anche il testamento biologico .
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