E gli ‘sciacalli’ istigano Igor a uccidere
Allarme per scritta in un casolare: «C’è anche...» agente della polizia provinciale da anni in lotta contro pescatori di frodo
ARGENTA. Non bastava un killer spietato, in fuga da 20 giorni dopo aver ucciso due volte e aver tentato di farlo una terza. Adesso arrivano anche gli sciacalli, pescatori di frodo, che in un casolare a Longastrino hanno scritto sul muro esterno, inneggiando alle imprese del killer e istigandolo: «Igor c’è anche ...» vergando il nome di un poliziotto della Provinciale, che da anni è in prima linea contro la pesca di frodo, già minacciato in passato di morte da altri pescatori, rumeni, poi individuati e denunciati. Un fatto che amareggia gli stessi agenti di Polizia provinciale, ancora sotto choc e provati dopo la tragedia del Mezzano con la morte di Valerio Verri, guardia volontaria e il ferimento di Marco Ravaglia, agente della Provinciale. Un fatto che accade e viene registrato dagli inquirenti, che ora più che mai - nonostante fatica, stanchezza e sforzi senza risultati - stanno stringendo sempre più il cerchio.
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Il procuratore Bruno Cherchi, interpellato, spiega diplomaticamente: «Lo stiamo cecando ancora? Certo, dappertutto», sottolineando la volontà di non lasciare il lavoro a metà. Igor Vaclavic/Norbert Feher va catturato ad ogni costo. Un killer in fuga da 20 giorni (proprio oggi) che - secondo gli inquirenti - inizia a sbandare, a dare segni di cedimento. Segnali che portano gli inquirenti a dire che è allo stremo. Dunque vicino ad un passo falso. Quali segnali? Su questi vige il massimo riserbo, ma diverse fonti, distanti, indicano in un tentato furto la conferma che Igor/Norbert è ancora qui, è solo, isolato e abbandondato a se stesso: avrebbe tentato di rubare/rapinare una bicicletta nella zona di Consandolo, senza risultati. Altre segnalazioni indicano che sarebbe stato visto in questa stessa zona da persone che lo hanno descritto come persona in condizioni fisiche difficili. Intanto anche ieri sono scattati controlli e perquisizioni nell’Argentano e nel Portuense. Nelle case di chi lo aveva conosciuto, anche di coloro con cui aveva avuto contatti per altre rapine e fatti, ai tempi dell’omicidio Tartari. Insomma, si cerca dappertutto. Aspettando un suo passo falso. Sempre più vicino.
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