La posta arriva in ritardo Masi Torello protesta
Arriva in consiglio il caso dell corrispondenza consegnata a rilento L’azienda scrive al Comune: poco preciso quel portalettere temporaneo
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MASI TORELLO. Continua il confronto tra la comunità masese e Poste Italiane. Non bastasse infatti la vertenza sulle Poste di Masi San Giacomo - con l’attesa per la sentenza del Consiglio di Stato in merito al ricorso del Comune contro la chiusura dell’ufficio disposta dall’azienda - si è aperto in questi giorni un altro fronte: i ritardi nel recapito della corrispondenza ai cittadini. La vicenda è emersa nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, quando il gruppo consiliare Insieme per i Masi, composto dai consiglieri Marco Rizzati, Luca Signorini e Massimo Pezzuolo, ha presentato una interrogazione inerente i continui ritardi nel recapito della posta presso il territorio comunale. Il sindaco Bizzarri ha risposto riportando il comunicato di Poste Italiane in cui viene evidenziato che il problema era da attribuire a un portalettere momentaneamente utilizzato in qualità di sostituto di altro dipendente assente. Tale supplente si era dimostrato poco preciso - a detta di Poste Italiane - nel proprio lavoro, provocando forti ritardi nel recapito della corrispondenza con il conseguente e comprensibile malcontento da parte dei cittadini. L'azienda ha poi suggerito che, in caso di ritardata consegna della corrispondenza inerente alle richieste di pagamento delle utenze, il cittadino, per non pagare penali, potrebbe chiedere al relativo concessionario l’accertamento dei tempi relativi al recapito delle bollette da parte del servizio postale. Il consigliere Rizzati ha manifestato le proprie perplessità, ritenendo ingiusto che gli inadempimenti di altri debbano ricadere sempre sulle spalle dei cittadini che, al fine di non dover sostenere costi aggiuntivi, dovrebbero sobbarcarsi procedure macchinose che potrebbero costituire solo un deterrente per chi, invece, vorrebbe far valere i propri diritti. (be.bo.)
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