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Le fiamme fanno crollare tre capannoni 

Le fiamme fanno crollare tre capannoni 

Il surriscaldamento dei camini dell’essiccatoio potrebbe aver provocato l’incendio. Ingentissimi i danni 

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MIRABELLO. Come fosse gravata da una maledizione un grosso incendio ha colpito, ancora una volta, l'azienda di proprietà dei fratelli Lodi specializzata nella produzione e lavorazione del fieno. Coinvolti dalle fiamme i tre capannoni crollati, con il terremoto del 2012, e che erano stati completamente rifatti. Uno dei capannoni, quello esterno a sinistra guardandoli di fronte, contiene l'impianto dell'essiccatoio che "asciuga" l'erba medica, trasformandola in fieno, poi il tutto viene compresso in grosse balle che vengono stoccate negli altri due capannoni adiacenti in attesa di essere spedite ai clienti. La possibile causa dell'incendio potrebbe essere stata causata dal surriscaldamento dei camini dell'essiccatoio. Erano da poco passate le tre di ieri mattina quando i due operai impegnati nel turno notturno hanno visto le fiamme divampare nella zona dei camini dell'essiccatoio. Nel rispetto delle norme previste, da attuare in caso di emergenza, il due addetti hanno subito attivato il sistema idrico dell'antincendio, di cui è dotata l'azienda, e avvisato immediatamente il vigili del fuoco. Le fiamme hanno però rapidamente invaso anche gli altri due capannoni dove erano stoccate le balle di fieno ed in breve i tre capannoni, che occupano un'area di 4000 metri quadri, sono diventati un grande rogo con fiamme alte ed un lunga colonna di fumo visibile un gran parte del territorio dell’Alto Ferrarese. I vigili del fuoco, arrivati con un grande spiegamento di forze, hanno concentrato i loro sforzi per cercare di salvare il capannone che contiene l'essicatoio. Il grande calore ha fatto collassare gli altri due capannoni ora ridotti in un cumulo di macerie. Paolo Lodi, amministratore delegato dell'azienda, mentre guardava il disastro non ha trovato la forza per esprimere un suo pensiero sull'accaduto. La visione delle macerie è infatti quasi spettrale. I danni sono ingentissimi con ripercussioni anche sull'attività quotidiana dell'azienda.
«Con l'essiccatore distrutto- spiega Vittorio Lodi uno dei titolari dell'azienda - la produzione è ferma e non sappiamo quando potremo riprenderla. Abbiamo 25 dipendenti, oltre al l'indotto collegato, e non poter lavorare è questo il danno più rilevante. Probabilmente l'incendio è partito dai camini dell'essicatore ed i due addetti, al turno notturno, mi hanno riferito che quando hanno azionato il sistema idrico c'è stato un fenomeno strano perchè malgrado si gettasse acqua sulle balle le fiamme, invece di calmarsi, sembrava quasi divampassero con maggior forza». L'azienda Lodi già nell'agosto del 2013 e nel 2011 era stata colpita da incendi che avevano distrutto capannoni di stoccaggio del fieno destinato all'export.
Giuliano Barbieri

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