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«Rifiuti tossici? L’inquinamento non sta peggiorando» 

«Rifiuti tossici? L’inquinamento non sta peggiorando» 

Caso Perrella, dati rassicuranti: ora le carte da Brescia Opposizione all’attacco su grano, eternit e arsenico

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Non sono emerse grosse criticità dall’analisi Arpae condotte nei siti Ca’ Leona e Quadrante Este. La 4° commissione consiliare, convocata dall’assessore all’ambiente Caterina Ferri, sullo scontro aperto dalle dichiarazioni dell’ex pentito Perrella sui rifiuti tossici e pericolosi stoccati a Ferrara, con particolare riferimento alla discarica Ca’ Leona e al servizio sul tema della trasmissione Rai “Nemo”, è partita da questo assunto. Alberto Bova (Fc), nell’introdurre la commissione, ha rivelato di aver parlato «nell’immediatezza con il procuratore della Repubblica, per sapere se erano informati di questi fatti. E’ emerso che Valerio Perrella era stato sentito a Brescia, ma la Procura di quella città non ha mandato gli atti a Ferrara, e ora la Procura cittadina ha chiesto a quella di Brescia i verbali. Stanno verificando se c’è l’esistenza di qualche reato perseguibile a Ferrara, ma l’impressione è sostanzialmente negativa». Il consigliere Bova ha poi riferito che presto parlerà nuovamente con il procuratore. Secondo l’assessore Caterina Ferri, «Perrella non ha dichiarato quali fossero i siti. I primi a voler sapere se c’è qualcosa di vero nelle sue parole siamo noi, bisogna capire se non prevalga invece in lui la volontà di essere riconosciuto come autore di un libro e forse cercare di essere sentito per eventualmente tornare nel programma di protezione. Si è attivata la Commissione Bicamerale sulle Ecomafie presieduta da Alessandro Bratti, chiedendo se ci fossero notizie di reati in Procura. La deputata Paola Boldrini - ha concluso Ferri - ha depositato un’interrogazione il 18 aprile, indirizzata al Presidente della Rai e alla Commissione Vigilanza».
I siti interessati, in particolare Ca’ Leona e il Quadrante Est sono stati oggetto dell’intervento di Alessio Stabellini, dirigente settore Ambiente. L’area di Ca’ Leona «è una zona di 76 ettari, attivata in varie fasi. Quella attiva dal 1976 all’86 è un’area di 28 ettari ed è stata restituita a usi agricoli; la porzione attivata dal 1986 fino al 1993 è di 30 ettari, mentre dal ’93 al 2004 i 18 ettari sono stati destinati a discarica di rifiuti inerti. Dal 2002 il Comune ha attivato le attività di bonifica per l’intera zona, su segnalazione di Arpa. I piezometri, che valutano lo stato delle falde acquifere, arrivano fino a 25 metri di profondità, e le indagini ci dicono del superamento di alcuni parametri, ma queste alterazioni non sono costanti su ogni campionamento. Continueremo a monitorare i piezometri e in base ai risultati delle analisi vedremo il da farsi. A oggi non ci sono peggioramenti».
Quadrante est: le indagini sono ancora in corso, si fanno monitoraggi semestrali dal maggio 2015 e il prossimo sarà il 9 maggio. «È emerso il superamento del cvm. Le prime due campagne non ci hanno dato grosse criticità, ad oggi quindi non ci sono elementi di preoccupazione».
Ilaria Morghen (M5s) ha chiesto conto della sua interpellanza sul grano lì coltivato, che l’assessore non aveva ancora potuto analizzare, mentre Alessandro Balboni (Fdi) ha chiesto lumi sulla lastra di eternit vista nel servizio: bisogna capire se era su area pubblica o privata, ha risposto Stabellini, e poi agire di conseguenza. Troppo arsenico diffuso nei terreni, ha fatto notare Paola Peruffo (FI), anche se non sembrano esserci differenze tra zone vicine o lontane dall’ex discariche.
Veronica Capucci

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