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Esumazioni, proteste il Comune fa retromarcia 

Esumazioni, proteste il Comune fa retromarcia 

Sit-in di un gruppo di cittadini davanti al cimitero di Pomposa  Il sindaco aveva chiesto all’impresa di sospendere i lavori in attesa di novità

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POMPOSA. I cittadini residenti nelle frazioni “del Bosco” codigorese (Pontelangorino, Pontemaodino, Caprile, Italba e Pomposa), sul servizio di esumazione di salme nel cimitero di Pomposa, oppongono una civile ma ferma opposizione e fanno presente il loro punto di vista.
Infatti ieri mattina, un gruppo di cittadini che si recano al cimitero della frazione per onorare i propri defunti, hanno effettuato un sit-in per opporsi all’attività programmata di esumazioni effettuata dalla Cooperativa sociale “Aurora”, con sede a Chioggia, che gestisce per conto i servizi cimiteriali.
Attività che, comunque non era neppure iniziata in quanto il sindaco Alice Zanardi aveva comunicato ieri all’impresa appaltatrice, la decisione di sospendere le esumazioni per verificare quali decisioni adottare in seguito.
Inoltre, proprio per cercare di trovare una soluzione condivisa, il sindaco aveva incontrato mercoledì scorso un gruppo di cittadini coinvolti, assicurando l’interessamento coinvolgendo l’impresa nella decisione da assumere in proposito.
Ma intanto sui social scoppiava la polemica, inevitabile, e spesso disinformata. Con qualcuno che ne addebitava l’attività per tornaconto economico, altri che le esumazioni vengono fatte senza avvertire alcuno ed altri ancora che, addirittura, paventavano che le salme venissero esumate in anticipo rispetto al termine previsto.
Ma di recente, proprio sula Nuova, era intervenuto Lucio Moro, il direttore della Cooperativa appaltatrice che aveva sottolineato come «tutte le informazioni e le polemiche sollevate nei giorni scorsi, attestano solo l’evidente scarsa conoscenza della situazione e delle norme di riferimento (nazionali, regionali e comunali, ndr) che siamo tenuti a rispettare scrupolosamente». Un settore senza dubbio molto delicato. Per tutti. E che necessita della massima attenzione. Per il rispetto che si deve.
Tra l’altro, i parenti eventualmente ancora viventi, su segnalazione del Comune, vengono avvertiti in anticipo perché, come aveva sottolineato Moro, «le esumazioni delle salme devono avvenire a dieci anni dalla sepoltura e mai prima, con spese ed oneri a carico dei familiari dei defunti».
Piergiorgio Felletti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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