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Gridava: ebrei vi uccido Espulso un tunisino 

Gridava: ebrei vi uccido Espulso un tunisino 

L’uomo residente a Poggio Renatico allontanato dall'Italia perché pericoloso È stato accompagnato a Malpensa e rimpatriato in aereo nel suo Paese

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POGGIO RENATICO. Prima aveva minacciato di morte poliziotti a Bologna urlando «siete ebrei, vi ammazzo tutti». E dopo essere stato arrestato il questore di Ferrara gli aveva revocato il permesso di soggiorno, quindi dopo la condanna era tornato a casa sua, a Poggio Renatico, dove abita e risiede, minacciando di morte anche i coinquilini. A questo punto per la sua pericolosità sociale, il prefetto di Ferrara ha emesso il provvedimento di espulsione eseguito di forza dalla polizia ferrarese. Ma lui non contento anche durante il viaggio di trasferimento ha continuato ad urlare frasi deliranti con riferimenti religiosi e alla fine ha raggiunto la frontiera aerea di Milano Malpensa, dove è stato consegnato di forza a personale specializzato della polizia che lo ha scortato sino a Tunisi.
È la storia dell’espulsione riuscita di un cittadino tunisino, Ilyes Akremi, di 34 anni, che da un mese tra Bologna e Ferrara ha creato gravi problemi di ordine pubblico e che una serie di provvedimenti mirati la polizia è riuscita a far rimpatriare.
Tutto comincia il 4 aprile scorso, quando il tunisino viene arrestato a Bologna dalla polizia per resistenza: l’avevano trovato davanti ad una chiesa che urlava frasi in arabo e poi «brandendo un coltello con lama aperta in luogo pubblico, ha minacciato di morte gli operatori di polizia intervenuti, pronunciando frasi come ’Siete degli Ebrei io vi ammazzo tutti’», così recitano gli atti dell’arresto. In quel momento era intervenuto anche il personale del 118, che tuttavia non ravvisava la necessità di trattamenti psichiatrici, visto che era completamente fuori controllo.
Dopo la convalida dell’arresto, in tribunale a Bologna, il giorno dopo, era stata decisa la misura cautelare «dell’obbligo di presentazione trisettimanale alla polizia giudiziaria», a Poggio Renatico. Intanto si metteva in moto tutta la macchina dei controlli all’Ufficio Immigrazione della Questura e quindi lo stesso questore di Ferrara revoca d’urgenza il permesso di soggiorno visto il so comportamenti pericoloso per la tranquillità e incolumità pubblica.
Quindi nei giorni scorsi, il Tribunale di Bologna lo ha condannato a 10 mesi di reclusione, e contemporaneamente veniva dichiarata decaduta la misura dell’obbligo di firma: dunque non poteva più essere controllato.
A questo punto, visto l’aggravarsi della situazione e visto che il tunisino aveva minacciato anche i coinquilini della casa dove abita, costringendo le forze dell’ordine ad intervenire, e visto che il personale sanitario intervenuto non ravvisava condizioni per procedere ad un Tso nè l’adozione di misure di tutela, è scattata l’espulsione.
Con una richiesta urgente della Polizia, il prefetto di Ferrara si è attivato ed ha emesso il provvedimento di espulsione, il 24 parile scorso, eseguito di forza dalla Polizia di Stato nella serata del 26 aprile dopo la convalida del giudice: il tunisino è stato dunque trasferito a Milano Malpensa ed espulso fisicamente, rimpatriato nel suo paese.

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