Malborghetto si allarga e chiede più servizi
La frazione si avvia ormai ai 5.000 residenti e gravita sempre più su Ferrara Ma non c’è una piazza, ha incroci molto pericolosi e un macero genera paure
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FERRARA. Residenti che si avviano a diventare quasi 5mila, una scuola elementare, un istituto tecnico superiore ma soprattutto cittadini che hanno mostrato voglia di confrontarsi e dibattere attorno alle cose (in particolare a quelle che non funzionano). Benvenuti a Malborghetto di Boara, antica frazione di Ferrara che deve il suo nome, in epoca medievale, ad una posizione geografica svantaggiata, ecco perché il Mal ....Borghetto. La “Nuova” ci è arrivata giovedì pomeriggio con il suo direttore, Luca Traini, e con i suoi Caffè. Il direttore del nostro giornale ha innanzitutto chiesto agli oltre 20 cittadini che hanno riempito l’accogliente Joy Cafè di «raccontarsi, raccontando nel contempo al giornale come si vive a Malborghetto di Boara, come funzionano i servizi esistenti, quali sono gli eventuali problemi».
E bisogna registrare che questo 12º appuntamento del ciclo è stato uno dei più vivaci. Nessuno si è sottratto al dibattito, ma tutti lo hanno fatto rispettando le idee altrui. Normale, si dirà. Può essere, tanto normale che non sempre è così. «Posso iniziare parlando di via Conca? - chiede un cittadino che alza la mano come si fa a scuola - . bene, questa strada è molto pericolosa e servirebbe una pista ciclabile per renderla più sicura». «Sì, va bene via Conca - salta su un altro malborghettese (la parola è stata “approvata” dagli stessi cittadini) - ma allora perché non ribadire che Malborghetto di Boara non ha una piazza, qui da noi non c’è una piazza, a meno che non si voglia definire piazza lo spazio verde che si trova davanti alla chiesa. E poi, già che ho preso la parola, vogliamo spendere due minuti per dire che via Santa Margherita è troppo trafficata e andrebbe resa più sicura con l’installazione di dossi per limitare la velocità?».
Bravi, la viabilità. Che dire della viabilità? E i collegamenti con Ferrara, dove li mettiamo? Appunto. Ogni mezzora la linea bus di Tper numero 7 passa a Malborghetto di Boara e conduce i passeggeri fino davanti alla chiesa dei Teatini, corso Giovecca, pieno centro. Questo dal lunedì al sabato, la domenica il bus “biblico” riposa. E niente servizio bus per Ferrara. Dal tavolo da ping pong che appare il Joy Cafè, tra una botta e una risposta, esce un caso suggestivo e cui porre la dovuta attenzione: il caso del macero. Dunque: i maceri sono parte della storia di questo territorio, servivano per battere la canapa e sono in gran parte tutelati addirittura da vincoli posti dal ministero delle politiche agricole. Ma se c’è un problema c’è un problema. «Ve lo spiego io quale è il problema - interviene allora un residente della zona in cui si trova il macero, via Torun - : il problema è che attorno a questo macero giocano anche i bambini e abbiamo paura, malgrado sia recintato, che qualche bimbo possa volarci dentro. E lì, mi creda, è tutta melma eh?». «Diciamo anche - lo segue una vicina di casa - che siamo circondati dalle nutrie e che d’estate zanzare ed altri insetti festeggiano». Detto anche questo. Dunque, rimedi? «Servirebbe che chi dovere facesse manutenzione a questo macero, che insomma fosse un po’ più curato. E sicuro».
Ma i servizi essenziali dove li abbiamo lasciati? Le Poste non ci sono, non c’è una banca. In compenso (si fa per dire) c’ è la farmacia. All’inizio di giugno si dovrebbe tenere anche una sagra paesana. Cinzia Berveglieri, preziosa collaboratrice della Nuova, fa da “agitatrice” e propone temi all’attenzione dei malborghettesi. «Dovremmo essere più uniti - dice la Berveglieri - , prendiamo esempio da Pontelagoscuro: quando là da loro vogliono qualcosa, la ottengono; state certi che la ottengono. E sapete perché? Perché sono più uniti di noi». Scusate, e a sicurezza come andiamo? «Insomma, così così, i furti avvengono anche qui e se ci fosse qualche vigile urbano in più in giro per il paese ci sentiremmo più tranquilli».
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