Veleni e lettere anonime scuotono a Ferrara il sindacato Uil
Accuse al vetriolo al segretario Massimo Zanirato: «Mi difenderò per vie legali». La missiva allegata a un appello di un gruppo di iscritti: «Ma noi non c’entriamo»
FERRARA. Corvi e lettere anonime contro il segretario provinciale Massimo Zanirato; polpette avvelenate ai giornali per alimentare la macchina del fango. Fronde e malumori stanno intossicando il clima all’interno della Uil, e quella che fino a ieri appariva solo come una faida interna, oggi si vuole porre all’attenzione dell’opinione pubblica con operazioni più o meno trasparenti. Tutto era cominciato con l’accusa di appropriazione indebita mossa lo scorso autunno dalla procura di Roma al segretario nazionale Barbagallo e al suo predecessore Angeletti, che avrebbero utilizzato i soldi del sindacato per andare in crociera. Una vicenda che aveva indotto un gruppo di dirigenti Uil (tra cui Enrico Franceschi, Riccardo Forni e Francesco Rendine) a sollecitare un confronto anche a livello provinciale accompagnata dalla richiesta di autosospensione dello stesso segretario Zanirato. Tutto questo avveniva a novembre attraverso una lettera interna inoltrata a tutti i responsabili della Uil ferrarese.
Quella stessa missiva è ricomparsa ora allegata a una lettera spedita alla Nuova Ferrara. Non una email, ma una “vecchia” lettera affrancata. Sulla busta, nessun mittente. All’interno, oltre all’appello firmato risalente a novembre, anche una seconda lettera, scritta su un normale foglio bianco senza intestazione e senza firma: vi sono contenute accuse al vetriolo nei confronti di Massimo Zanirato, prima di tutto per aver lasciato cadere nel vuoto l’invito al confronto chiesto dal gruppo di dirigenti (tutti citati per nome), e poi per tutta una serie di comportamenti, del tutto legali ma ritenuti molto inopportuni, che gli vengono attribuiti. Critiche che non riguardano solo la sua persona ma anche altri elementi del sindacato, e puntano il dito in particolare sulle scelte relative a personale assunto. Il testo si conclude con una scritta in calce: “Segue documento firmato”, ma nè del documento nè tantomeno delle firme non c’è traccia.
E se Massimo Zanirato si mostra più rassegnato che sorpreso dall’attacco («Ancora? Sono già arrivate diverse lettere anonime dello stesso tenore. Preferisco non dire nulla ma mettere tutto nelle mani del mio avvocato, come fatto in precedenza») a cadere dalle nuvole sembrano proprio coloro che, per “accostamento” potevano essere indicati come gli autori della velenosissima lettera accusatoria. «Non ne sappiamo nulla - replica Enrico Franceschi - rivendichiamo la paternità del documento interno fatto circolare a novembre, in cui si chiedeva l’autosospensione del segretario in seguito all’inchiesta di Roma, ma non abbiamo nulla a che fare con la seconda lettera, quella si tratta di uno scritto anonimo da cui prendiamo le distanze». Zanirato, pur rimandando la difesa in sede legale, puntualizza comunque che «alla richiesta di confronto aveva già risposto il numero 2 della Uil, Bombardieri». E in quanto alle assunzioni contestate, «si tratta di una semplice collaborazione. E in ogni caso la Uil non è un ente in cui si entra per concorso».
Alessandra Mura
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