«Vogliamo riprendere la produzione»
Mirabello, dopo il devastante incendio l’azienda Lodi impegnata a ripartire al più presto
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MIRABELLO. L'incendio è quasi spento all'azienda Lodi e la visone che si presenta è spettrale. Due capannoni che contenevano grosse balle di fieno essiccato sono completamente colassati ed è andato distrutto anche l'impianto fotovoltaico che c'era sul tetto. Dalle loro macerie si alza ancora una densa nube di fumo. Collegato a questi c'è l'altro capannone dove è ubicato l'impianto dell'essicatoio che, probabilmente, potrebbe aver innescato l'incendio causa il surriscaldamento dei camini. Questa struttura è ancora in piedi ma sono evidenti i danni subiti dall'impianto di essicazione che non sarà utilizzabile per lungo tempo.
La "campagna dell'erba" è appena iniziata e l'azienda è bloccata nel suo ciclo produttivo. «Questo - diceva Vittorio Lodi mentre sconsolato osservava le macerie - è il problema più grosso. Giovedì notte dopo aver osservato il danno che stava causando l'incendio sono ritornato a letto ma non ho dormito. Pensavo ai nostri 25 dipendenti e all'indotto lavorativo collegato alla nostra azienda. I nostri sforzi saranno ora rivolti al tentativo per riuscire al più presto a riprendere la produzione».
Lo sconforto era evidente ma appariva, chiaramente, anche la forza d'animo per non abbattersi e reagire con tanta voglia di lottare per riprendersi. L'erba medica arriva in azienda ancora verde e tramite l'essiccatoio viene trasformata in fieno, asciugandola, e confezionata in grosse balle. Due terzi della produzione è per il mercato estero. Il prodotto in stoccaggio nei due capannoni distrutti era in gran parte destinato ai mercati degli emirati arabi. Non potendo utilizzare l'essiccatoio per poter continuare la produzione, e dar risposte alle richieste della clientela, si spera di riuscire a trovare la disponibilità di un altro essiccatore presso le ditte del settore. (gb)
La "campagna dell'erba" è appena iniziata e l'azienda è bloccata nel suo ciclo produttivo. «Questo - diceva Vittorio Lodi mentre sconsolato osservava le macerie - è il problema più grosso. Giovedì notte dopo aver osservato il danno che stava causando l'incendio sono ritornato a letto ma non ho dormito. Pensavo ai nostri 25 dipendenti e all'indotto lavorativo collegato alla nostra azienda. I nostri sforzi saranno ora rivolti al tentativo per riuscire al più presto a riprendere la produzione».
Lo sconforto era evidente ma appariva, chiaramente, anche la forza d'animo per non abbattersi e reagire con tanta voglia di lottare per riprendersi. L'erba medica arriva in azienda ancora verde e tramite l'essiccatoio viene trasformata in fieno, asciugandola, e confezionata in grosse balle. Due terzi della produzione è per il mercato estero. Il prodotto in stoccaggio nei due capannoni distrutti era in gran parte destinato ai mercati degli emirati arabi. Non potendo utilizzare l'essiccatoio per poter continuare la produzione, e dar risposte alle richieste della clientela, si spera di riuscire a trovare la disponibilità di un altro essiccatore presso le ditte del settore. (gb)
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