Danni da grandine I tecnici valutano le ipotesi di rimborso
Assicurazione, fondo di solidarietà o sgravi fiscali In corso la valutazione dei campi tra Ferrara e Bologna
2 MINUTI DI LETTURA
I tecnici dei Servizi territoriali agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna sono al lavoro per la delimitazione delle aree maggiormente colpite dalle violente grandinate, accompagnate da forti venti e nubifragi, che si sono abbattute nei giorni scorsi in diverse zone del territorio regionale, compresa la zona del ferrarese, causando ingenti danni alle colture e alle strutture agricole. L’obiettivo è arrivare al più presto a una esatta quantificazione delle perdite subite dagli agricoltori, per verificare la possibilità di un intervento contributivo per il ristoro dei danni.
«Ma – precisano i tecnici della Regione - l’intervento del Fondo di solidarietà scatta solo in caso di eventi calamitosi non assicurabili. Sono assicurabili, e quindi non coperti dal Fondo, i danni causati alle colture e alle strutture aziendali da grandine, vento forte ed eccesso di pioggia. L’intervento del Fondo, tra l’altro, è previsto soltanto quando il danno provocato dalla calamità supera il 30% della produzione lorda vendibile (Plv) del triennio precedente o del quinquennio precedente, con esclusione in questa seconda ipotesi delle due annualità che hanno fatto registrare la Plv più alta e più bassa».
«Il nostro personale tecnico - assicura l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli - si è subito mobilitato con sopralluoghi diretti per accertare l’effettiva consistenza delle distruzioni in campagna, anche sulla scorta delle segnalazioni pervenute delle organizzazioni agricole. Non appena conclusa questa verifica, se ricorreranno le condizioni saremo solleciti nella richiesta di attivazione del Fondo di solidarietà nazionale, che prevede la concessione di aiuti diretti alle imprese danneggiate sotto forma di contributi in conto capitale e/o prestiti quinquennali a tasso calmierato, nonché agevolazioni nel pagamento dei contributi previdenziali». «Esclusa questa strada - conclude l’assessore - va tuttavia precisato che i danni causati dagli eventi calamitosi dei giorni scorsi possono comunque rientrare nella casistica prevista dalla legge 296/2006, per la concessione del trattamento di integrazione salariale e di sgravi fiscali sul reddito agrario e dominicale». Secondo una prima stima i danni in campagna hanno riguardato soprattutto frutteti e vigneti, campi di grano, cipolle ed erba medica. I danni più pesanti delle precipitazioni avvenute in Emilia Romagna sono legati a chicchi di grandine che si sono abbattuti su ortaggi, cereali e frutteti in piena fioritura con la conseguente perdita di buona parte della produzione della frutta estiva, in particolare nel Bolognese, ai confini con Ferrara (da Pieve di Cento a San Giovanni in Persiceto, a Budrio, sino a San Lazzaro e altre località); nel Ferrarese le segnalazioni sono relative al Centese, ma anche a Dosso di Sant’Agostino, Voghiera, Gambulaga, Runco, Quartiere, sino ad arrivare a Tresigallo, Formignana, Berra, e poi nell’area del litorale comacchiese e nel Mesolano con forti piogge e venti impetuosi.
Andrea Tebaldi
«Ma – precisano i tecnici della Regione - l’intervento del Fondo di solidarietà scatta solo in caso di eventi calamitosi non assicurabili. Sono assicurabili, e quindi non coperti dal Fondo, i danni causati alle colture e alle strutture aziendali da grandine, vento forte ed eccesso di pioggia. L’intervento del Fondo, tra l’altro, è previsto soltanto quando il danno provocato dalla calamità supera il 30% della produzione lorda vendibile (Plv) del triennio precedente o del quinquennio precedente, con esclusione in questa seconda ipotesi delle due annualità che hanno fatto registrare la Plv più alta e più bassa».
«Il nostro personale tecnico - assicura l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli - si è subito mobilitato con sopralluoghi diretti per accertare l’effettiva consistenza delle distruzioni in campagna, anche sulla scorta delle segnalazioni pervenute delle organizzazioni agricole. Non appena conclusa questa verifica, se ricorreranno le condizioni saremo solleciti nella richiesta di attivazione del Fondo di solidarietà nazionale, che prevede la concessione di aiuti diretti alle imprese danneggiate sotto forma di contributi in conto capitale e/o prestiti quinquennali a tasso calmierato, nonché agevolazioni nel pagamento dei contributi previdenziali». «Esclusa questa strada - conclude l’assessore - va tuttavia precisato che i danni causati dagli eventi calamitosi dei giorni scorsi possono comunque rientrare nella casistica prevista dalla legge 296/2006, per la concessione del trattamento di integrazione salariale e di sgravi fiscali sul reddito agrario e dominicale». Secondo una prima stima i danni in campagna hanno riguardato soprattutto frutteti e vigneti, campi di grano, cipolle ed erba medica. I danni più pesanti delle precipitazioni avvenute in Emilia Romagna sono legati a chicchi di grandine che si sono abbattuti su ortaggi, cereali e frutteti in piena fioritura con la conseguente perdita di buona parte della produzione della frutta estiva, in particolare nel Bolognese, ai confini con Ferrara (da Pieve di Cento a San Giovanni in Persiceto, a Budrio, sino a San Lazzaro e altre località); nel Ferrarese le segnalazioni sono relative al Centese, ma anche a Dosso di Sant’Agostino, Voghiera, Gambulaga, Runco, Quartiere, sino ad arrivare a Tresigallo, Formignana, Berra, e poi nell’area del litorale comacchiese e nel Mesolano con forti piogge e venti impetuosi.
Andrea Tebaldi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
