La Nuova Ferrara

Ferrara

caccia al killer

«Era lui, quello delle foto sui giornali»  

di Daniele Predieri e Giorgio Carnaroli
«Era lui, quello delle foto sui giornali»  

Faccia a faccia con Igor sabato sera tra Bando e San Biagio, dopo l’avvistamento del pakistano in bici e nel casolare del blitz. Gli inquirenti: "E' ancora qui, lo prendiamo"

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SAN BIAGIO, «E’ lui, è lui, è quello delle foto sui giornali, non ho dubbi»: quasi balbettava ieri sera (sabato 29 aprile) dopo le 20.30 un cittadino che abita in via Parata, tra San Biagio e Bando, dopo il faccia a faccia con Igor/Norbert che camminava con fare sospetto. Subito dopo l’incontro ha chiamato i carabinieri di Longastrino e di pattuglia in zona che hanno lanciato l’allarme e poco dopo sono arrivati i colleghi del Tuscania coi cani al seguito. L’uomo, un cittadino marocchino, ha riferito di avere avuto la certezza che la persona che ha incontrato «era quella della foto sui giornali», anche se dal viso di vedeva che era dimesso e malconcio. Un altro segnale, ritenuto del tutto credibile, che indica la presenza di Igor/Norbert ancora qui. Soprattutto perchè la zona di via Parata, Igor la conosce bene avendo messo a segno una rapina nel giugno scorso con la sua firma: un fucile e fascette elettriche con cui legò il rapinato, in una casa a poche decine di metri dal punto di incontro di ieri sera tra il cittadino e Igor.

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Segnale che porta gli inquirenti stessi all’ottimismo. Visto che dopo che le massime cariche dello Stato (ministro Minniti, comandante generale Del Sette, il capo della polizia Gabrielli), avevano detto che «lo prenderemo», ora chi da 22 giorni lo sta braccando, cambia il tempo verbale con sicurezza e dice: «Adesso lo prendiamo». Siamo alla svolta, dunque, delle ricerche del killer in fuga che punta su alcuni fattori determinanti: l’avvistamento di Igor di ieri sera, che conferma quanto già accaduto in questi ultimi giorni: l’altro faccia faccia sulla strada arginale di via Morgone, tra Consandolo e Marmorta mercoledì 26 aprile alle 7 e l’ultimo blitz in un casolare nelle campagne di Marmorta, andato a vuoto, ma conferma che Igor è qui. Due avvistamenti questi nei luoghi in cui si sono concentrate le ricerche con servizi che sono stati rimodulati, anche per dar la possibilità alle forze in campo di tirar fiato: per questo che i numeri “sparati” in queste settimane vanno ridimensionato e si parla di 200 uomini dei reparti speciali impegnati e altri 150 dei carabinieri territoriali (della provincia) addetti ai controlli più ovviamente quelli sul versante bolognese.

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Tutti concentrati in una zona sempre più circoscritta, vicina al luogo dove il giovane pakistano lo ha visto la mattina di mercoledì 26: erano le 7 del mattino, lui stava andando a lavorare quando dalla boscaglia che costeggia la strada (poco transitata, anche da auto) si era visto venire incontro un uomo malconcio, con il viso tumefatto, vestiti sporchi di sangue raffermo: con una mano aveva tentato di fermarlo, l’altra dietro la schiena (a nascondere un’arma?). Lui è fuggito, è riuscito a farlo. E dopo aver raccontato il suo incontro anche senza certezze, gli inquirenti ragionano e indicano che non può che essere lui, Igor. Ieri sera, un’altra conferma. Che li porta a dire «Adesso lo prendiamo».

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