Le primarie e l'assessore
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara
FERRARA. Era nell’aria, come certi temporali di stagione. In un’aria greve, elettrizzata, per la decisione dell’assessore cittadino all’istruzione, Annalisa Felletti, di aderire ad Mdp-Art.1, con la doppia conseguenza di aver portato in giunta una componente che l’ortodossia renziana non farebbe neppure avvicinare alle cucine delle feste dell’Unità e, per converso, sancito la mancata rappresentanza di quel che resta di Sinistra Ecologia e Libertà. Il segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio, c’era andato duro, sul cambio di casacca. Leonardo Fiorentini, l’eletto che ha seguito l’evoluzione di Sel in Sinistra Italiana, venerdì ha portato il caso in consiglio, non votando il rendiconto di gestione delle scuole comunali.
È soltanto un caso che sia successo alla vigilia delle primarie, quando il Pd è chiamato a decidere leader e linea politica? No. Al contrario credo sia stato un messaggio ben chiaro, che sollecita i democratici ad una scelta di campo e di interlocutori anche in ambito locale. O me o lei, dice in sostanza Fiorentini.
La maggioranza non ha problemi di tenuta, i numeri sono consolidati e ampi, ma la questione politica non può essere ignorata, né rubricata a lite di condominio della sinistra a sinistra del Pd, di quelle in cui è igienico non metter becco, che se la risolvano loro. Se poi da questa sera, pesata l’affluenza e contati i voti per Renzi e per Orlando, dovessero crescere anche i malumori degli eletti e dei dirigenti democratici, un chiarimento sarebbe tanto più urgente. All’interno della maggioranza e verso l’esterno, nei confronti della città. Una scelta precisa, in un senso o nell’altro. Ferrara non merita assessori su cui possano esservi dubbi di legittimazione.
Buona domenica.
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