«Era vicinissimo, l’ho riconosciuto»
Avvistamento a San Biagio, il testimone si dice sicuro: «Quell’uomo era Igor». Ma carabinieri, cani e droni non lo trovano
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SAN BIAGIO. «Per essere sicuro che quello lì fuori fosse lui, quell’Igor che tutti stanno cercando, sono andato in casa, ho aperto il computer e dopo averlo riconosciuto dalla foto, ho chiamato prima la polizia, che mi ha detto però di chiamare i carabinieri, e così ho fatto». È sicuro l’uomo di origine nord-Africane, da tanto tempo in Italia e residente in Strada della Parata (meglio conosciuta come quella dell’allevamento dei tacchini), tra San Biagio e Bando. Ne era sicuro anche ieri mattina, quando con più calma ha gentilmente raccontato quello che era successo la sera prima. «Erano le 20 e 38 quando ero qui dietro al cancello di casa - è il racconto fatto con estrema precisione - quando ho visto sulla strada(distante 4 metri circa ndr) quest’uomo alto 1,80, con una maglietta nera, pantaloni mimetizzati e uno zainetto sulla schiena. Camminava e quando mi ha visto ha iniziato a correre verso Bando». Ha avuto paura e poi, lo ha visto bene in faccia? «Nessuna paura, e poi non si è girato completamente verso di me però è stato sufficiente per riconoscerlo, e quando ho visto la foto nel computer ho chiamato i carabinieri. Com’era? Per me molto in salute e uno che sa come trovare da mangiare...anzi - interrompe il racconto -: sarà meglio che io vada a vedere se le galline nel pollaio ci sono tutte». Ci accompagna e aperta la porticina si assicura che non manca nessuna delle 14 galline. «Vede - conclude -, io ho fatto il mio dovere e non come qualcuno che chiama i carabinieri senza verificare; quindi per me era lui, ne sono sicuro». Sull’attendibilità della segnalazione, giova anche ricordare che, a pochi metri di distanza, il 17 giugno scorso, nel cortile di un artigiano Igor avrebbe messo a segno una rapina conclusasi con l’utilizzo delle fascette da elettricista per legare mani e piedi del rapinato. Quindi, per verificare quanto l’uomo aveva già anticipato ai carabinieri, il coordinamento delle ricerche ha inviato sul posto ben tre pattuglie: due autocivetta che sono andate avanti e indietro sulla strada e poi un’auto di servizio. Più tardi sono sopraggiunti sul posto alcuni carabinieri del Tuscania con al seguito i colleghi cinofili con i due cani molecolari e anche i tecnici con il drone idoneo al volo notturno. Avute le informazioni, i militari dei corpi speciali hanno subito concentrato le ricerche all’interno del vicino boschetto perché entrambi i cani hanno fiutato una traccia. La ricerca è proseguita fino verso mezzanotte ma dell’uomo che correva sulla strada non è stata più trovata traccia. Il dubbio che si fosse nascosto in uno dei numerosi boschetti della zona ha però suggerito agli stessi militari del Tuscania di ritornare ieri mattina per perlustrare nuovamente l’intera area compreso un casolare abbandonato. Ricerca che non ha dato alcun esito.
Giorgio Carnaroli
Giorgio Carnaroli
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