l’esperimento applicato a porotto
‘Seggio volante’, schede e sorrisi
A casa di chi non può muoversi: grazie, meglio delle urne “vere”
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Alle 16 del giorno di primarie la “squadra volante” del Pd nord-ovest si prepara ad applicare in concreto il principio del diritto di voto per tutti. Francesco Colaiacovo, ex presidente del Consiglio comunale, con l’ex assessore Francesca Michelini, scortati dalla “guida” di Porotto, l’84enne Oreste Botti, caricano in auto una grande urna di cartone, si muniscono di un registro degli elettori del luogo, un pugno di schede e di tagliandi di adesione, e partono dalla sede Pd di Porotto. Obiettivo: raggiungere i sei nuclei familiari della frazione dentro i quali vi sono persone impossibilitare a muoversi per motivi di salute, ma che hanno espresso il desiderio di votare ugualmente. L’urna porta-a-porta, senza le rigidità e i vincoli che hanno impedito ad alcuni di loro di votare a domicilio, alle ultime elezioni “vere”. «Gira di qua, svolta a sinistra ecco, siamo arrivati» sono le indicazioni minuziose che Botti, simpatie renziane e conoscenza campanello per campanello della “sua” zona di tesseramento, impartisce a Colaiacovo, pure ex presidente di circoscrizione. Prima tappa a casa di Carla, 72 anni, ferma a letto ma sorridente e combattiva: «Non ci credevo che sarebbero venuti, sono stati bravissimi ho sempre votato e mi sarebbe spiaciuto saltare questa». Moduli da riempire, i 2 euro incassati e tutti fuori, a lasciare la privacy giusta per il voto. Altro slalom tra le casette della frazione per andare a trovare una coppia di votanti, Lia e Bruno di 82 e 86 anni, «tanto lo sappiamo che votano per Orlando» si scommette in auto. Li aspettano alzati, Bruno è appena stato accompagnato in giardino a cogliere un fiore per la sua Lia, che mostra orgogliosamente le foto nella cucina della festa dell’Unità con Veltroni. La figlia parla del calvario nel garantire un’assistenza decorosa ai genitori, Colaiacovo la conosce da una vita e promette d’interessarsi.
«Andiamo al Palazon» continua Botti: è un ex edificio Acer con scale infinite e senza ascensore, Natale e Oriella, 83 e 81 anni, non sono riusciti a percorrerle per andare alle urne “vere” ma stavolta possono votare e per loro, che si ricordano benissimo “quel” 25 aprile, questa è una cosa seria. «Voto ma non so ancora per chi, Botti lo sa che non sono soddisfatta di come sono andate le cose» dice Oriella alla figlia, e la guida incassa.
Si torna in auto, ci sono ancora famiglie da accontentare. L’affluenza se ne gioverà ma è soprattutto il legame con il partito che non si recide.
«Andiamo al Palazon» continua Botti: è un ex edificio Acer con scale infinite e senza ascensore, Natale e Oriella, 83 e 81 anni, non sono riusciti a percorrerle per andare alle urne “vere” ma stavolta possono votare e per loro, che si ricordano benissimo “quel” 25 aprile, questa è una cosa seria. «Voto ma non so ancora per chi, Botti lo sa che non sono soddisfatta di come sono andate le cose» dice Oriella alla figlia, e la guida incassa.
Si torna in auto, ci sono ancora famiglie da accontentare. L’affluenza se ne gioverà ma è soprattutto il legame con il partito che non si recide.
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