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Beni in odore di camorra Scatta confisca milionaria 

Beni in odore di camorra Scatta confisca milionaria 

La Guardia di Finanza mette i sigilli a beni per 38 milioni di euro al clan Mallardo  Per infiltrazioni mafiose nel Ferrarese, sequestrati immobili nel Centese e in città  

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Le indagini durano da anni e sulla base del codice antimafia, per le infiltrazioni anche nel Ferrarese, nel Centese e nella nostra città, dal 2013 ad oggi sono fioccati provvedimenti di sequestri e confische dei beni dei «bad brothers», i fratelli Domenico e Giovanni Dell'Aquila, considerati interni al clan camorrista Mallardo. Adesso dopo l’iter obbligato di ricorsi e contro ricorsi, è arrivata la confisca di beni per 38 milioni di euro in beni mobili, immobili e aziende per questo valore: tutti beni confiscati dai finanzieri del Comando provinciale di Roma ai due fratelli Domenico e Giovanni e a Vittorio Emanuele Dell'Aquila e Salvatore Cicatelli, rispettivamente figlio e fiduciario di Giovanni Dell'Aquila, per conto del quale avrebbero costituito una cellula economica, operante, prevalentemente, nel territorio del basso Lazio.
Il provvedimento eseguito dalla guardia di finanza di Roma - spiegano gli inquirenti in una nota - «è la confisca di secondo grado, sancita dalla Corte di Appello di Roma-sezione Quarta Penale, e costituisce l'ultimo capitolo, salvo ricorsi in Cassazione, in alcuni casi già proposti, di un lungo percorso giudiziario». Non a caso i due “bad brothers” non sono nuovi alle cronache ferraresi, visto che dal lontano 2013 vengono citati anche dalla Nuova Ferrara proprio per i provvedimenti a loro carico, legati a beni immobiliari tra Cento e Ferrara, segnale secondo gli inquirenti di infiltrazioni mafiose. Il primo atto era stato il sequestro preventivo deciso dal Tribunale di Latina nel giugno 2013 (i valori dei beni sequestrati erano quasi il doppio, nel corso delle verifiche quelli ritenuti di provento lecito erano stati dissequestrati, tra questi immobili a Ferrara città ) mentre è del giugno 2014 la confisca di primo grado sui beni interessati ora alla confisca di secondo grado e tra questi immobili nel Centese. Per gli investigatori i due fratelli, «noti imprenditori campani», avrebbero ottenuto una «costante ed inarrestabile ascesa, nella provincia di Latina, di Napoli ed in parte in Emilia Romagna attraverso rapporti dai reciproci vantaggi con esponenti di spicco del noto clan di camorra Mallardo». Tra i beni interessati dal provvedimento ci sono il patrimonio aziendale e relativi beni di 11 società con sede nella provincia di Latina, Napoli, Caserta e Bologna, di cui 3 operanti nel settore delle costruzioni e 3 nel settore alberghiero e della ristorazione; quote societarie di ulteriori 2 società, 68 unità immobiliari nella provincia di Latina, Napoli, Caserta, Ferrara e Bologna e 19 veicoli. Non è stato specificato dagli inquirenti quali siano questi beni: occorre per ricordare che tra quelli confiscati nel 2014 vi erano 13 immobili nel Centese per un valore di 3 milioni, mentre non è stato chiarito se compaiono anche altri immobili sequestrati e poi dissequestrati a due società immobiliari a Ferrara città.

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