La Nuova Ferrara

Ferrara

I Map riconsegnati alla Regione a 5 anni dal sisma 

I Map riconsegnati alla Regione a 5 anni dal sisma 

Chiusi gli ultimi prefabbricati. Le famiglie in alloggi Erp Vignola: soluzione ok, ma troppi problemi per la ricostruzione  

3 MINUTI DI LETTURA





CENTO. Riconsegnanti ieri alla Regione, tutti i Map, i prefabbricati modulari abitativi rimovibili che, nel post terremoto e dal gennaio 2013, hanno ospitato nel Centese decine di nuclei familiari. I moduli di Cento saranno destinati alla zone terremotate del Centro Italia. Dei 44 container allestiti nel Centese ne erano rimasti otto: tre a Cento, due a Casumaro e tre ad Alberone, per un totale di 28 persone residenti, di cui 10 minori.
«La nuova casa messa a disposizione è di certo una soluzione migliore dei moduli. Un modo per tornare a un minimo di normalità, in attesa di poter rientrare, un giorno, nella mia casa a Renazzo». Massimo Vignola (già coordinato Comitato Residenti Map) ha lasciato da una decina di giorni il modulo abitativo 4 di Alberone e vive con la moglie nella nuova abitazione in via Gennari a Cento. È una delle 9 abitazioni Erp, acquisite con risorse finanziarie regionali dal Comune di Cento e gestite da Acer, messe a disposizione di chi ancora attende il ripristino della propria abitazione: «La soluzione casa – sottolinea Vignola - è arrivata dopo la bellezza di quasi 5 anni. Anni lunghi, fatti di grandi sacrifici, quelli vissuti nei Map, che oggi ripeto potevano essere evitati. Bastava, come altri Comuni hanno fatto, dire no». Vignola poi, racconta il trasloco: «Siamo dovuti uscire dai moduli in fretta e furia. Mentre Acer si è presa un mese e mezzo per darci le chiavi, noi sollecitati dagli uffici comunali, abbiamo dovuto traslocare in pochissimo tempo. È stato davvero snervante». Vignola spiega che «abbiamo dovuto smontare i mobili nei Map e rimontarli immediatamente nella nuova casa. E solo per quello che ci stava, visto che siamo passati da un modulo di 45 mq ad un bilocale di 39 mq, formato da ingresso con cucina, bagno e camera da letto. Per due, piuttosto stretto». Poi la questione degli interventi nella nuova casa: «Spetterebbe ad Acer risolvere le diverse problematiche riscontrate, sulla caldaia come in alcune finestre. Ma nel frattempo ci siamo rivolti al Comune, perché noi non possiamo farlo». Come Vignola, tutte le otto famiglie che erano rimaste nei moduli di Cento, Alberone e Casumaro, si sono trasferite nelle nuove abitazioni a Cento, chi nell'immobile tra via Baruffaldi e via Guercino, chi in via Gennari. Un trasferimento, commenta Vignola, «certamente accelerato con il cambio di amministrazione. Da riconoscere che il sindaco Toselli si è adoperato perché uscissimo dai moduli ed entrassimo in una casa vera. È di certo un modo apprezzabile per tornare alla normalità, anche se molti problemi legati al sistema delle ordinanze messo in piedi dalla Regione per la ricostruzione post terremoto, rimangono inalterati». Vignola fa subito riferimento alla casa di proprietà a Renazzo, danneggiata dal terremoto del 2012: «Le procedure per arrivare a finanziamento sono state lunghe e tortuose. Le imprese, non riuscendo ad incassare i Sal in tempi brevi, rinunciano ai lavori soprattutto di piccola e media entità. Un corto circuito, che ci costringerà a dover attendere anni prima di poter tornare nella nostra casa a Renazzo. Intanto, la casa si deteriora sempre più, i danni non fanno che aumentare. Un circolo vizioso, da cui si fatica a vederne l'uscita». (b.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google