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killer in fuga

Blitz in case e magazzini  «Con voi siamo tranquilli» 

Blitz in case e magazzini  «Con voi siamo tranquilli» 

Ieri mattina altra operazione di Polizia e carabinieri tra Consandolo e Marmorta E la gente ringrazia: «Di giorno si vive ma di notte abbiamo sempre più paura»

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Da 25 giorni lo cercano, centinai e centinaia di uomini, di giorno e di notte. Cambia di notte la tecnica di ricerca del killer, con la caccia coi visori notturni e termici, mentre durante il giorno proseguono i controlli dei casolari, degli anfratti, tutto ciò che può essere un nascondiglio di Igor/Norbert Feher. Da una parte ci sono i carabinieri con i loro corpi speciali e dall’altra la Polizia di Stato con gli altrettanti specialisti. Ieri mattina, dalle ore 9,50 fino alle ore 12.15, li abbiamo seguiti in una operazione di controllo, una delle tante durante questo mese di ricerche dell’omicida. E guarda caso, ancora una volta, il campo d’azione è quel quadrilatero compreso fra via Trombone, via Morgone, via Sorbolo e l’arcinota via Spina, a Consandolo. Una zona boschiva, con numerosi cascinali abbandonati se non pericolanti.

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Ed è lì che si è concentrata l’operazione che ha visto la collaborazione fra carabinieri della stazione di Longastrino e una ventina di poliziotti guidati da un dirigente esperto del reparto prevenzione crimini di Bologna con il supporto dell’Uopi (antiterrorismo) di Verona e affiancato da un equipaggio della questura sempre di Bologna. In costante contatto radio, il dirigente ha guidato con tutte le cautele che richiedono questo tipo d’interventi, i controlli anche in abitazioni con inquilini con particolare attenzione ai magazzini o ripostigli. Si è iniziato da quella fila di case di via Sorbolo ed qui che un abitante, pur rimanendo a debita distanza dal fulcro dell’azione, saluta con una fila di grazie i poliziotti.
«Finchè ci siete voi - dice - siamo tranquilli». Stringe quindi la mano al luogotenente Francesco Giacchino comandante dei carabinieri di Longastrino poi addirittura chiede «posso essere utile, posso offrivi qualcosa?». Vista la situazione, l’ovvio no ha comunque generato l’ennesimo grazie. Dalla prima casa si è passati alla seconda con gli agenti dell’antiterrorismo che, mitraglietta spianata, entrano in un magazzino e all’ok finale, si riparte per la terza casa. Fuori nei pressi dell’orto, c’è in attesa il proprietario. «Come va? Beh, di giorno si vive come si può ma di notte c’è un po’ di apprensione ma passerà». L’uomo, sulla 70ina, chiede se siamo giornalisti, non vuole foto e avuta la rassicurazione, racconta come ipotizza un incontro con Igor qualora dovesse avvicinarsi alla sua casa. «E’ una domanda che mi pongo da una mese a questa parte - dice allargando le braccia - e sono convinto che tanti altri se la pongono.

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Di certo non farò alcuna reazione alle sue richieste. Anzi, chiederò: “Se hai fame ti sfamerò anche con due fette di salame e un bicchiere di vino quello buono - ipotizza il dialogo con Igor in maniera molto seria - ma basta che non faccia del male a me o alla mia famiglia». Poi quando sarà andato via, avviserò i carabinieri. «Altrimenti cosa dovrei fare?”. E se ne va in casa. Un istante dopo, arriva con una Ford, un pensionato che non potendo transitare, chiede ai poliziotti di retroguardia, se può stare tranquillo nella sua casa e indica la zona. Avuta rassicurazione, risale e se ne va. L’intervento si sposta poi in via Spina e uno dei poliziotti sentendo alla radio il suo comandante dare ordini precisi e con estrema calma, confida(senza dare nomi): «E’ un gran dirigente: lavorare con lui è un piacere perchè tiene molto in considerazione il valore umano di noi tutti». L’ultimo controllo vede un drappello di agenti con il dirigente fra di loro, andare in progressione verso mucchi di inerti con a fianco un macero: niente. Di lì si parte per una zona boschiva con una casa vicina e due roulotte.
L’avvicinamento è cadenzato via radio da precise indicazioni ad ogni poliziotto e purtroppo, ci si mette anche un improvviso acquazzone ma l’azione non s’interrompe, si continua. Purtroppo, nonostante la zona venga considerata ancora più rossa che mai, del killer nessuna traccia. Niente di niente nemmeno nel primo pomeriggio quando l’azione di controllo ha riguardato le ex stalle diroccate dell’azienda Salvatori sempre lungo la via Trombone, a Consandolo.
Giorgio Carnaroli

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