Cani in zone verdi vietate: fioccano multe da 100 euro
Animali al guinzaglio all’Acquedotto: decine di sanzioni «Gli sceriffi se la prendono con noi e non con gli spacciatori»
Maggie e Jolie non possono più nemmeno entrare nell’area dell’Acquedotto: lo fanno da anni, l’hanno fatto nei giorni scorsi accompagnando le rispettive proprietarie, ma sono state multate, 100 euro a testa. «In 40 anni che abito qui non è mai successo», dice Maria Maddalena Zucchini per la sua Jolie. E non è successo solo a loro: anche per un’altra decina di cani, nell’area delle mura di via IV Novembre - diventata zona franca di spacciatori, ubriaconi e tanto altro - le guardie volontarie di AgriAmbiente hanno strappato dal loro blocchetto una decina di multe: facendo rispettare le regole - vero, verissimo - quei cartelli di divieto posti all’ingresso dell’Acquedotto e sulla rampa del sottomura che recitano «vietato introdurre cani anche se condotti al guinzaglio o provvisti di museruola».
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E’ arrabbiata la signora Zucchini, non solo con chi le ha fatto multa: «Questi sono diventati gli sceriffi dei cani, mentre proprio qui nell'Acquedotto, vicino alla statua dei Bersaglieri del Po tutti fanno finta che non ci siano spacciatori e tanto altro: e allora non è una ipocrisia tutto questo?» si domanda. E’ amareggiata: «Non possiamo più girare con i cani in piazza 24 maggio, e dire che non vado sull’erba o altro, ero con Jolie sulla striscia d’asfalto. Qui tanti hanno il cane: con il degrado che c’è si pensa al male minore, evitando quello peggiore». Forti con i deboli e deboli con i forti? «E’ così, è meglio fare i grossi con noi che non con tutta la gentaglia che gira qui attorno e sulle mura», spiega la Zucchini assieme a Silvia Marcucci che ha un’altra storia di multe da raccontare: «Sono stata avvicinata da queste guardie e visto che non avevo documenti mi hanno detto che mi avrebbero portata in questura». Tutto perché Maggie passeggiava all’interno dell’Acquedotto, era già uscita ed è stata inseguita. «Certo ci sono divieti e regole che vanno rispettati - spiegano entrambe - ma c’è modo e modo di farli rispettare, noi siamo proprietari di animali che girano con paletta e sacchetti e altro per pulire i nostri cani. E se questo principio può valere qui per l’Acquedotto dove ci sono bambini, che dire per i proprietari di cani multati, ci dicono siano stati ben 9, nel sottomura di via IV Novembre».
E parlano per tutti: «noi tutti abitanti della zona siamo esasperati, vediamo la zona che si degrada giorno dopo giorno e la risposta qual è? Per la nostra sicurezza e della città, sono questi volontari che ripeto - sottolinea la Zucchini - sono ormai gli sceriffi dei cani». Con la Zucchini andiamo in giro per Acquedotto (fuori dall’area) e sopra le Mura di via IV Novembre dove incontriamo, (martedì pomeriggio) un gruppo di guardie volontarie (un’altra associazione, Legambiente, diversa da quella che ha fatto le multe) e ci imbattiamo, discutendo di cani e multe con Enrico, un ragazzo che non ha peli sulla lingua con le stesse guardie: «Si fa finta di non vedere, qui (nel sottomura di via Iva novembre, ndr) facciamo lo slalom con spacciatori, bottiglie rotte e rifiuti e ovviamente qui chi bivacca cag... e pisc..: e adesso fanno le multe a noi e i nostri cani che bene o male rendiamo viva e controllata questa zona: è davvero una ipocrisia». Si arrabbia Enrico pur non avendo ancora preso la multa, rivolgendosi alle guardie sbagliate. Lo fa coi volontari di Legambiente che dalle sue parole, passano al confronto. Pacato e civile. Marcello Cimino e i suoi uomini della pattuglia in servizio (erano 4 martedì pomeriggio) lo dicono: «Occorre buon senso, basterebbe togliere quei cartelli, qui almeno». Anacronistici: in IV novembre non c’è più nulla, solo degrado e spaccio. Le norme dicono che non si può passeggiare coi cani in aree giochi bambini, si debbono tenere al guinzaglio e avere il necessario per pulire. «Siamo esasperati - chiudono Zucchini e Marcucci - stiamo raccogliendo firme, anche tra ambulanti del mercato visto che coi cani non possiamo far la spesa nell’area Acquedotto: possiamo dire che la questione non finisce qui».
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