Al posto dell’ex Bagno Polizia non ci saranno nuove strutture
Lido Spina, per “colpa” della direttiva Bolkestein nessuno vuole investire sull’area al Logonovo Il sindaco Fabbri: «Per il momento verrà sistemata la spiaggia con accesso anche ai disabili»
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LIDO SPINA. Una distesa di sabbia cristallina circondata da lecci, salici e vegetazione spontanea ha preso il sopravvento laddove, sino a due mesi fa, si ergevano i ruderi fatiscenti dell’ex-Bagno della Polizia di Stato al Lido di Spina. Sparite le pareti in muratura residue, per tante estati trasformatesi in rifugio di ventura per venditori abusivi, rimossi anche i pannelli in eternit, a seguito di un meticoloso intervento di smantellamento della struttura e di bonifica dell'area, la natura è finalmente tornata in possesso dello spazio che le è proprio.
Dal canale Logonovo, che separa i lidi Estensi e Spina, lo sguardo, che sino ad un'estate fa si interrompeva tra i teli di copertura di ciò che restava del vecchio stabilimento balneare, dismesso nel 1997, ora si perde tra l’azzurro del mare e il color seppia dell'arenile. Il futuro dell'area in questione, demaniale a tutti gli effetti, è tuttavia vincolato ai dettami della direttiva comunitaria Bolkestein, che sta tenendo con il fiato sospeso 30mila aziende balneari italiane.
Il Governo sta definendo una riforma del settore, ma pende sulle concessioni demaniali la spada di Damocle della proroga ferma al 2020, in attesa della paventata messa all'asta dei titoli concessori stessi. «Per ora si può procedere con la rinaturalizzazione dell’area - conferma il sindaco Marco Fabbri -, con la messa in sicurezza delle dune, per rendere la spiaggia libera accessibile anche ai disabili, dato che non esistono accessi».
Nessun nuovo stabilimento balneare dunque, mentre resta aperta l'ipotesi di collocare un chioschetto bar/ristoro da smontare a fine stagione, come previsto dalle norme vigenti.
La stessa regione Emilia Romagna, all'atto del rilascio della concessione demaniale, finalizzata ai lavori di bonifica (finanziati dal Comune per un importo di circa 55 mila euro), ha prescritto il ripristino dei cordoli dunosi, propri della fascia litoranea.
Restano da rimuovere gli ultimi teli di cantiere e mezzi impiegati durante i recenti lavori di dragaggio del canale Logonovo, soggetto anch'esso, come il portocanale, al fenomeno di accumulo di sedimenti sabbiosi.
«Qui ai Lidi sud - riferisce Marco Magnani, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Estensi e Spina -, non si è avvertito il problema della mareggiata dei giorni scorsi, perché tra febbraio e marzo è stato effettuato il ripascimento con la sabbia prelevata dal Logonovo e trasportata con i camion nei punti più critici, a sud, tra i bagni Kursaal e Jamaica. Per ora tutto procede, incrociamo le dita».
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dal canale Logonovo, che separa i lidi Estensi e Spina, lo sguardo, che sino ad un'estate fa si interrompeva tra i teli di copertura di ciò che restava del vecchio stabilimento balneare, dismesso nel 1997, ora si perde tra l’azzurro del mare e il color seppia dell'arenile. Il futuro dell'area in questione, demaniale a tutti gli effetti, è tuttavia vincolato ai dettami della direttiva comunitaria Bolkestein, che sta tenendo con il fiato sospeso 30mila aziende balneari italiane.
Il Governo sta definendo una riforma del settore, ma pende sulle concessioni demaniali la spada di Damocle della proroga ferma al 2020, in attesa della paventata messa all'asta dei titoli concessori stessi. «Per ora si può procedere con la rinaturalizzazione dell’area - conferma il sindaco Marco Fabbri -, con la messa in sicurezza delle dune, per rendere la spiaggia libera accessibile anche ai disabili, dato che non esistono accessi».
Nessun nuovo stabilimento balneare dunque, mentre resta aperta l'ipotesi di collocare un chioschetto bar/ristoro da smontare a fine stagione, come previsto dalle norme vigenti.
La stessa regione Emilia Romagna, all'atto del rilascio della concessione demaniale, finalizzata ai lavori di bonifica (finanziati dal Comune per un importo di circa 55 mila euro), ha prescritto il ripristino dei cordoli dunosi, propri della fascia litoranea.
Restano da rimuovere gli ultimi teli di cantiere e mezzi impiegati durante i recenti lavori di dragaggio del canale Logonovo, soggetto anch'esso, come il portocanale, al fenomeno di accumulo di sedimenti sabbiosi.
«Qui ai Lidi sud - riferisce Marco Magnani, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Estensi e Spina -, non si è avvertito il problema della mareggiata dei giorni scorsi, perché tra febbraio e marzo è stato effettuato il ripascimento con la sabbia prelevata dal Logonovo e trasportata con i camion nei punti più critici, a sud, tra i bagni Kursaal e Jamaica. Per ora tutto procede, incrociamo le dita».
Katia Romagnoli
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