Carife, tensione nella trattativa sindacale
Mercoledì scintille tra le due parti del tavolo. L’azienda non vuole pagare il 100% dell’integrativo
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Ieri non è arrivata la risposta definitiva dell’azienda alle richieste dei sindacati di Nuova Carife, e forse bisognerà aspettare la prossima settimana per capire come finirà la vertenza sull’integrativo. Di sicuro la tensione sta crescendo e mercoledì pomeriggio si è sfiorato l’incidente al tavolo sindacale “ristretto”. Dopo la chiusura della trattativa principale, quando ormai si erano allontanati i dipendenti che l’avevano seguita dal marciapiede di corso Giovecca, si sono ritrovati i rappresentanti dei sindacati, uno per sigla, e quelli aziendali più l’osservatore di Bper, per cercare di tenere aperto un canale. I toni però si sono alzati e c’è stato un diverbio piuttosto acceso tra un sindacalista e e una “controparte”, che si è esaurito quasi subito ma che potrebbe anche avere strascichi a livello nazionale. Le posizioni in queste settimane di trattativa non si sono in effetti avvicinate di molto, rispetto alla posizione iniziale, che vedeva i sindacati chiedere la restituzione del 100% delle voci dell’integrativo soppresse al 31 marzo, e l’azienda non andare molto oltre il 50%.
Si percepiscono segnali di nervosismo anche sul fronte aziendale, dove si tende a mettere in fila le risorse già investite e di prossima immissione in Nuova Carife per garantirne la sopravvivenza: 850 milioni di euro già versati dal sistema bancario dal momento della risoluzione, nel novembre 2015, più i circa 200 milioni della prossima ricapitalizzazione. La posizione sindacale del 100% viene considerata un irrigidimento, visto che in ogni caso toccherà a Bper gestire in futuro anche l’integrativo dei dipendenti ferraresi. In ogni caso la presenza dell’osservatore della banca modenese non ha spostato i pesi nella trattativa, come forse i sindacati speravano.
A decidere sarà da ultimo l’assemblea dei dipendenti, che sarà convocata solo dopo la risposta aziendale.
Si percepiscono segnali di nervosismo anche sul fronte aziendale, dove si tende a mettere in fila le risorse già investite e di prossima immissione in Nuova Carife per garantirne la sopravvivenza: 850 milioni di euro già versati dal sistema bancario dal momento della risoluzione, nel novembre 2015, più i circa 200 milioni della prossima ricapitalizzazione. La posizione sindacale del 100% viene considerata un irrigidimento, visto che in ogni caso toccherà a Bper gestire in futuro anche l’integrativo dei dipendenti ferraresi. In ogni caso la presenza dell’osservatore della banca modenese non ha spostato i pesi nella trattativa, come forse i sindacati speravano.
A decidere sarà da ultimo l’assemblea dei dipendenti, che sarà convocata solo dopo la risposta aziendale.
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