«Cinque sanzioni delle guardie volontarie»
Bilancio del Comune sulla “sicurezza partecipata”. Le sanzioni all’Acquedotto? Non è un caso isolato
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Le multe ai cani nelle aree verdi della Gad? Rientrano nei programmi della convenzione per la "Sicurezza partecipata", l’accordo tra Comune, questura e le associazioni di guardie volontarie che ha preso il via il 26 marzo, progetto di cui ieri è stato tracciato un primo bilancio (su sollecitazione della Nuova Ferrara a Comune e polizia municipale per il caso delle multe ai proprietari dei cani). Nella nota dell’ufficio stampa del Comune di Ferrara si spiega che «nell'ambito dell’attività di prevenzione e vigilanza sui comportamenti illeciti, puntualmente rapportata alla Polizia Municipale che coordina i volontari, come pure alla Questura, sono state contestate dai vari gruppi di volontariato anche 5 violazioni: una per l'abbandono sul suolo pubblico di deiezioni animali, una per non avere iscritto il proprio animale all'anagrafe canina e tre per inottemperanza al divieto di accesso con i cani nelle aree verdi pubbliche». Sono le multe di cui la Nuova Ferrara ha dato conto. Perchè - spiega la nota «in città, le aree verdi attrezzate e tabellate con diversi divieti, in particolare quello di condurre i cani anche se al guinzaglio, sono numerosissime perciò quelle della zona Gad non costituiscono un caso isolato, nè le segnalazioni trasmesse alla Polizia Municipale per garantire il rispetto dei divieti». Non spiega però la nota quanto la Nuova Ferrara aveva chiesto: le multe sono state elevate in altre zone se non solo in Gad? E perchè, visto che in tutta la città vi sono divieti diversi e comunque le aree verdi (sotto mura) sono comunque similari? Il progetto di «sicurezza partecipata» ha visto concretamente effettuare 32 servizi con l'impiego di 76 guardie volontarie delle tre diverse associazioni che fanno parte della convenzione: Gev, Agriambiente e Sva Legambiente. Durante i vari controlli eseguiti, spiega il bilancio, è stato sorpreso un cittadino marocchino di 49 anni mentre compiva le proprie esigenze fisiologiche nell’area verde e i volontari, non avendo la qualifica per sanzionarlo, lo hanno bloccato fino all'arrivo della Polizia Municipale, chiamata sul posto come prevede la convenzione, che ha poi verbalizzato l'accaduto. E ancora, durante i controlli le guardie volontarie hanno anche verificato la presenza di microchip nei cani. Gli obiettivi del progetto, sottolinea la nota, «sono quelli di realizzare una presenza attiva su un territorio critico come quello della Gad, finalizzata alla collaborazione aggiuntiva e non sostitutiva tra le guardie volontarie e il corpo di Polizia municipale per promuovere educazione e rispetto della legalità, salvaguardia dell'ambiente e il contrasto al degrado». In questo ruolo le guardie hanno segnalato alla Municipale varie situazioni di degrado tra cui abbandono di rifiuti, presenza di oggetti pericolosi per il transito dei pedoni sulle mura, il guasto di una fontana pubblica. Ma il vero compito dei volontari è quello di «osservare e segnalare alle forze dell'ordine attività delittuose» e «hanno infatti inviato segnalazioni alla questura con l'indicazione di situazioni e veicoli sospetti, successivamente gestite per le opportune indagini». Ultimo ma non ultimo, chiude la nota «in varie occasioni i volontari sono stati avvicinati dai cittadini che hanno espresso la loro soddisfazione per l'attività». Perchè non lo si chiede ai ferraresi multati e ai tanti proprietari di zona Gad?
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