La Nuova Ferrara

Ferrara

I “francesi” nostrani per Macron all’84% 

di Marcello Pulidori
I “francesi” nostrani per Macron all’84% 

Chi sceglieresti al ballottaggio? Lo chiediamo a cento ferraresi

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Marine Le Pen o Emmanuel Macron? La politica protezionistica e della destra nazionalista di Marine o il centro-sinistra rosè di Emmanuel?
La Nuova ha fatto una incursione nella politica internazionale. Più precisamente in quella francese. Il confronto, che giungerà domenica 7 maggio al ballottaggio grazie al quale la Francia eleggerà il suo 25º presidente della Repubblica, appassiona a vario titolo anche in Italia. Ed anche a Ferrara. Un gioco, certo, ma anche un modo “leggero” per tastare il polso della politica di casa nostra grazie ad interessanti sfumature. Allora, partenza. Abbiamo intervistato 100 ferraresi , metà scelti tra personalità conosciute in vari settori, dalla politica alla letteratura, dall’associazionismo, ai sindacati, dalla musica all’università; le altre cinquanta invece sono voci prese dalla strada. Ebbene, se questo piccolo microcosmo riflettesse l’orientamento dell’elettorato francese, per Marine Le Pen domenica prossima non ci sarebbe alcuna possibilità: dalle urne ferraresi infatti esce un netto 84% pro Macron (suddiviso in 38 adesioni “vip” e 46 dei cittadini), mentre la rappresentante del Front National raccoglierebbe solo l’11% (con prevalenza “vip” di 7 a 4). Si segnala, infine un 5% di potenziali schede bianche, perché non si pronunciano nè a favore dell’una nè dell’altro.
«Non ho nemmeno un dubbio - dice senza tentennamenti Antonio Fiorentini, sindaco di Argenta - voterei Macron». Una calda e una fredda, come si dice, perché il secondo intervistato è Fabio Bergamini, pure lui sindaco ma di Bondeno: «Anch’io non ho dubbi - spara subito Bergamini - , io darei il voto alla Le Pen per creare una grande coalizione di destra». Il terzo potrebbe essere “inquadrato” ancora come sindaco, ma l’ha fatto in passato e oggi fa il consigliere regionale: «Voterei Macron - dice dunque Paolo Calvano - perché è in gioco il futuro dell’Europa». Paolo Marcolini, quarto intervistato, è il presidente dell’Arci: «Voterei Macron - dice - per frenare la deriva anti europeista e xenofoba. Macron parla di politiche giovanili, sicurezza e rispetto delle culture». Meno sicura è un altro consigliere regionale, anzi un’altra, Marcella Zappaterra: «Turandomi il naso voterei Macron - dice la Zappaterra - , non vedo un futuro della Francia fuori dall’Europa ossessionata dalle paure della Le Pen». E poi via con tutti gli altri: «Se fossi francese - dice un altro consigliere regionale, Alan Fabbri, - voterei Le Pen, per un percorso che la Lega Nord sta portando avanti insieme al Fn». «Macron - dice Alessandro Fortini, Cna Ferrara - , perché abbiamo bisogno di una vera Europa e di una economia aperta tra gli Stati». Neda Barbieri, presidente dell’Unitalsi, va dritta come un siluro: «Aiuterei Macron, sono convinta che abbiamo bisogno di ragionare e non di lasciarci andare a soluzioni facili». E pochi dubbi ha anche Alessandro Osti della Confesercenti: «Non ho dubbi di sorta - conferma - , voterei Macron». Di opposto avviso è Milena Zaggia, comitato No Salvabanche: «Voterei Le Pen perchè sono per i nazionalismi. Macron è come Renzi, vale a dire servo della Merkel». Un altro voto sicuro viene da uno dei commercialisti più noti, Aristide Pincelli: «Direi Macron, senza dubbio». Così come sceglie il 39enne politico francese anche Nicola Rossi, sindaco di Copparo: «Voterei Macron, le posizioni della Le Pen non sono certo le mie». E anche Sabina Mucchi, sindaco di Fiscaglia, è per Macron: «Servono persone che uniscono, non che dividono». Voterebbe Macron anche Maria Teresa Romanini, prima cittadina di Lagosanto. Ilaria Morghen, consigliere comunale cinquestelle, apre i “nessuno dei 2” dei pentastellati: come lei la pensa infatti anche il parlamentare di Finale Emilia, Vittorio Ferraresi. Nicola Minarelli primo cittadino di Portomaggiore, è un altro che ha solo certezze: «Macron nel segno dell’europeismo». Altro sindaco, altro voto per Macron: «I valori di destra della signora Le Pen - dice Andrea Marchi sindaco di Ostellato - non mi appartengono». «Macron tutta la vita - risponde Alessandro Bratti, deputato e presidente della commissione parlamentare contro le eco mafie - , gli altri sono fascisti e cioè quanto c’è di più lontano da me». Riccardo Forni, presidente dell’associazione stampa Ferrara: «Dovendo scegliere, e ripeto dovendo scegliere, direi Le Pen in quanto ritengo inadeguato Macron sul piano politico». Per Macron è Gianni Padovani, sindaco di Mesola. Per la candidata della destra è invece il consigliere regionale leghista Marco Pettazzoni: «Più vicine a lei sono le nostre posizioni come Lega Nord». Benito Zocca, Ugl credito, vota Le Pen. Un’altra parlamentare, la senatrice Maria Teresa Bertuzzi: «Macron, la vittoria della Le Pen sarebbe una disgrazia». Annalisa Felletti, assessore alla scuola del Comune di Ferrara indicherebbe Macron, «l’unico a difendere davvero la costituzione europea». Stessa indicazione darebbe Luigi Vitellio, segretario provinciale del Pd: «Macron, per fare sopravvivere e migliorare la nostra Europa, aggiungendo che - sottolinea Vitellio - chi oggi sta in panchina non si potrà poi lamentare. La sfida francese riguarda anche noi». Siamo verso la fine: per Macron voterebbe Marco Vincenzi assessore comunale di Bondeno. E ancora Paola Peruffo, coordinatrice provinciale di Fi: «Scelta difficile, opterei per la scheda bianca». Penultimo intervento quello di Marco Fabbri sindaco di Comacchio: «Non conosco bene le politiche di Macron e sono lontano dalle posizioni della Le Pen della quale non condivido certi estremismi». Chiusura al vicesindaco di Ferrara: «Macron cento volte - sigilla Massimo Maisto - , è un riformista, progressista ed europeista. No a qualsiasi forma di ispirazione fascista».
Fa il simpatico Davide Urban , direttore provinciale dell’Ascom: voto De Gaulle, poi precisa sono italiano e quindi non vado a votare in Francia. Ha le ide molto chiare invece Alessandro Balboni , consigliere comunale del Fratelli d’Italia: Il simbolo scelto dal padre della Le Pen per il Fronte Nazionale è uguale a quello scelto da Almirante per il Msi. La mia quindi sarebbe una scelta obbligata a favore di Marine». Il consigliere comunale di Gol, Francesco Rendine, dice che è come scegliere tra un pugno e una sberla, è meno peggio una sberla quindi Macron. Non ha dubbi Giovanni Cavicchi , consigliere comunale della Lega Nord per l’appoggio alla Le Pen: «c’è sintonia con le nostre posizioni». Stefano Bottoni, direttore artistico e ideatore del Buskers Festival si dichiara europeista e si augura «che vinca chi ha a cuore l’Europa», salvo concludere con una battuta: la sua canditata ideale sarebbe Sophie Marceau.
Samuele Lodi, segretario provinciale Fiom, non ha dubbi sul fatto di «non poter votare per la Le Pen. Sono invece incerto sul voto a Macron: insomma, andrei a votare sicuramente con l’alternativa Macron o scheda bianca». Cristiano Zagatti, segretario provinciale Cgil: «per evitare un tracollo a sinistra sarei costretto ad accontentarmi in quanto non avrei riferimenti politici: preoccupa l’enfasi su Marcon, ma se vincessi Le Pen sarebbe un disastro per l’Europa».
Per Massimo Zanirato, segretario provinciale della Uil, la questione è piuttosto semplice: «Come al solito difficilmente si vota per il migliore ma per il meno peggio. Quindi basta individuare il peggio, che è la Le Pen e votare per l’altro».
Lo scrittore Marcello Simoni guarda con apprensione ai cambiamenti degli scenari internazionali e spera in un maggiore equilibrio. E isservando Marine Le Pen con occhio letterario commenta: «Di biondi inquietanti ce n’è già uno oltreoceano, cerchiamo di porre un limite».
Per il musicista Andrea Poltronieri non si tratta di scegliere Macron, ma di non scegliere la Le Pen.
Chi avrebbe votato Macron al primo turno è il sindaco di Cento Fabrizio Toselli: «Seguo la sua politica con interesse ed è molto vicina al mio modo di pensare». Da segnalare voti per Macron, turandosi il naso, da Giuseppe Ruzziconi, amministratore unico di Ami; Giambaldo Perugini, massaro della Corte Ducale del palio; Giorgio Gnani, arbitro internazionale di volley e Riccardo Zavatti, direttore Afm. Un appoggio a Macron più convinto arriva da Igles Corelli, noto chef; Livio Zerbini, storico e docente universitario; Luciana Pareschi, responsabile del Coni ferrarese e Carl Wilhelm Macke, giornalista e intellettuale tedesco che vive spesso a Ferrara. Per Macron voto convinto anche dell’architetto Carlo Bassi, decano degli intellettuali ferraresi.

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