Malattie neurovascolari, al convegno di Taormina anche il professor Zamboni
Il ricercatore di Unife ha individuato la Ccsvi e ipotizzato una relazione con alcune malattie neurodegenerative
TAORMINA. C’è anche il ricercatore ferrarese Paolo Zamboni tra gli esperti presenti al VII Convegno scientifico dell’Internazional Society of Neuro Vascular Disease (Isnvd), società scientifica internazionale dedita alla ricerca nel campo delle malattie neurovascolari, che si è aperto ieri a Taormina. I membri, provenienti da tre continenti – Europa, America, Asia – si incontrano sotto la presidenza del professor Piefrancesco Veroux, direttore della Chirurgia Vascolare del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania e presidente di Petalo srl, start up che fa riferimento all’Università di Catania.
I temi principali, su cui si confrontano chirurghi vascolari, radiologi interventisti,neurologi, neuroradiologi, fisici, scienziati di base, bioingegneri e ricercatori neurovascolari sono: i nuovi orizzonti nella diagnosi e trattamento dell’ictus ischemico; l'ipoperfusione cerebrale e neurodegenerazione; lo stenting delle grandi vene. Il programma scientifico dell’evento, patrocinato dalla Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare (SICVE) e dall’Università degli Studi di Catania, comprende 3 giornate, 13 sessioni principali, dibattiti e simposi.
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Sotto la guida dei professori Paolo Zamboni (Università di Ferrara), che ha identificato la Sindrome da insufficienza venosa cronica cerebro spinale (Ccsvi) sulla quale si stanno compiendo studi per individuare eventuali relazioni con malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla, e Marcello Mancini (CNR, Napoli) si è svolto un un corso di formazione sull’ecocolordoppler «con la presentazione - spiega una nota stampa di Petalo srl - di tecniche innovative di imaging (produzione delle immagini, ndr) a ultrasuoni per la caratterizzazione della placca carotidea e la misurazione del polso venoso della giugulare (JVP)». Quest’ultimo viene tradizionalmente «misurato con tecniche invasive attraverso l’applicazione nel vaso di un catetere venoso» e «potrà essere misurato a breve non invasivamente sincronizzando le immagini ultrasonografiche con l’elettrocardiogramma».
Tra gli esperti internazionali nel campo dello stroke o ictus ischemico, che è la seconda causa di morte e la prima causa di disabilità nei paesi occidentali, sono stati invitati Nick Hopkins (Buffalo University) ed Alison Halliday (Oxford University). Oggi Marcella Laganà (Fondazione Don Gnocchi, Milano) presenta tecniche avanzate di neuroimaging nelle malattie neurodegenerative mentre Nicole Ziliotto (Università di Ferrara) proporrà l’esito di un promettente studio genetico e molecolare sulle pareti delle vene giugulari nella sclerosi multipla.
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Sull’ipoperfusione cerebrale e neurodegenerazione parleranno J.S. Alexander (Boston University), Mark Haacke (Wayne State University), Clive Beggs (Buffalo University). Domani, sotto la presidenza di Mat Daemen (Academic Medical Center, Amsterdam) e Robert Zivadinov (Buffalo University), si focalizzerà l’attenzione sulle immagini e meccanismi della neurodegenerazione. Ricercatori provenienti da tre diversi ambiti (neurologi, neuro-radiologi e scienziati di base) evidenzieranno gli stessi fenomeni implicati nella neurodegenerazione: il microsanguinamento e la presenza delle molecole caratteristiche del processo infiammatorio. Il neuroradiologo Stefano Viotti (Fondazione Don Gnocchi, Milano) illustrerà una tecnica di risonanza magnetica che permette di individuare nelle lesioni della sclerosi multipla una vena centrale e la presenza di ferro e può oggi essere a disposizione di tutti i pazienti con strumenti di risonanza magnetica a 1,5 tesla, che sono i più diffusi nei nostri ospedali.
Il Professor Veroux presenterà Petalo, un innovativo dispositivo impiantabile nelle vene la cui concezione rivoluziona l’idea tradizionale dello stent e che ha da poco superato con successo la sperimentazione in modello animale. Il nuovo dispositivo potrà permettere di trattare in modo mininvasivo malformazioni venose attualmente prive di trattamenti efficaci.
Il convegno si conclude con una sessione dedicata alle associazioni di pazienti di tutto il mondo interessati al ruolo dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) nelle malattie neurodegenerative. Sono attese rappresentanze dagli Stati Uniti, Australia, Canada, diversi stati europei ed Italia. L’evento avrà una diretta Facebook gestita dalla associazione americana Ccsvi Alliance, allo scopo di aggiornare sui risultati più rilevanti dell’evento scientifico, in particolare su quelli che direttamente riguardano le persone con patologie come Sclerosi multipla, Alzheimer, Parkinson, Menière, malattie nelle quali la ricerca ha dimostrato e continua a studiare il legame con l’alterato flusso sanguigno nel cervello. Risponderanno alle domande dei pazienti Fabrizio Salvi (Ospedale Bellaria, Bologna), Paolo Zamboni, Pierfrancesco Veroux.
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