Nemmeno la piazza sorride alla Le Pen «Sarebbe un disastro»
La candidata del Front National strappa qualche consenso sull’immigrazione: anche noi dovremmo essere più severi
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Ferrara “vota” Emmanuel Macron. Senza alcun dubbio. Su un campione di 50 intervistati “al volo” tra piazza Trento Trieste e piazza Travaglio (la domanda era tanto scontata quanto secca: in Francia votereste Macron o Le Pen? ), il candidato centrista (che non può definirsi esponente del centro-sinistra, fanno però notare i politologi più sottili) fa quasi il pieno e batte la destra nazionalista di Marine Le Pen 46-4. Pochi dubbi, dunque, almeno nel nostro campione, se i ferraresi fossero chiamati alle urne (come i francesi) domenica prossima per scegliere il 25º presidente della Repubblica. Netta dunque la vittoria di Macron, anche se i distinguo e le sottolineature registrate sono di un certo interesse. «Secondo me - preconizza una coppia di coniugi tra i primi a “cadere” nel taccuino - lei (rivolto a chi scrive, ndr ) farà molta fatica a segnare delle x in corrispondenza di voti alla destra francese, qui a Ferrara. Scommette?» Previsione azzeccata, azzeccatissima verrebbe da dire, se si guarda al risultato finale. Ferrara tiene fede alla sua tradizione anti-fascista, e tiene nel contempo lontani, respingendoli, i messaggi della candidata della destra francese. Risultato che, per molti versi, era ampiamente prevedibile. Va, a questo punto, evidenziato un dato storico: Marine Le Pen ha di fatto messo in archivio il padre (politicamente parlando), ponendolo al di fuori, estromettendolo dal Front National. Non solo: Marine ha in più occasioni preso le distanze da certe posizioni politicamente estremiste che caratterizzano invece la posizione del padre. «Credo che la vittoria della signora Le Pen - dice un signore sulla sessantina che sta portando a spasso il cane - sarebbe una disgrazia non soltanto in Francia, ma anche in Italia. Fascismo e nazismo devono insegnare qualcosa, ovunque». Le sottolineature, dicevamo. In questo ambito è la politica sull’immigrazione a tenere banco. E, tra gli intervistati non mancano punti di vista non in linea con il risultato finale, appunto: «Sono cattolico, credo in Dio e quindi credo nel dovere di aiutare chi ha bisogno - spiega un giovane di 34 anni in una articolata riflessione - , ma occorre mettere dei paletti agli ingressi indiscriminati di stranieri in Italia. Forse, per questo, se fossi francese, voterei Le Pen. La destra della Le Pen propone una politica molto più severa sugli immigrati e credo che anche l’Italia dovrebbe trovare soluzioni legislative per affrontare questa emergenza». Gli altri intervistati che si sono dichiarati a favore della candidata della destra francese e del suo Fn (Front National) confermano la «necessità - a loro avviso - di porre una sorta di limite agli ingressi. L’imbarbarimento delle relazioni sociali deve essere studiato a fondo». Tiene sempre banco la questione immigrazione e non manca chi, pur parlando di Presidenziali francesi, fa un evidente riferimento «alla situazione di un quartiere (chiaro il riferimento al Gad, ndr )in cui le tensioni sociali non mancano». (m.puli.)
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