Rifiuti, il referendum non va
A Poggio Renatico i garanti bocciano i quesiti del comitato sulla riduzione delle tariffe e sul no a Clara
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POGGIO RENATICO. Il comitato dei garanti all'unanimità ha respinto, dichiarandoli inammissibili, i cinque quesiti referendari abrogativi presentati dal comitato spontaneo, per la riduzione delle tariffe sui rifiuti e per un servizio migliore, presieduto da Stefania Farinelli.
Il comitato dei garanti è l'organo che ha il compito di esprimere il giudizio di legittimità e ammissibilità sulle proposte di quesiti referendari abrogativi. I componenti sono tre, nominati dal consiglio comunale di Poggio Renatico di cui due sono proposti dal gruppo di maggioranza e uno dalle minoranze. I primi quattro quesiti referendari sono stati dichiarati inammissibili con la stessa motivazione in quanto non si possono fare referendum abrogativi di tariffe.
«Si tratta con tutta evidenza - recita la motivazione con cui il comitato dei garanti ha respinto i quattro quesiti - di atti che riguardano l'applicazione delle tariffe del servizio integrato dei rifiuti urbani e assimilati che, come confermato dai rappresentanti del comitato in sede di audizione, è l'oggetto delle richieste referendarie e, come tali, esclusi dal novero degli atti assoggettabili ad abrogazione referendaria in base all'articolo 2 del vigente regolamento».
Discorso diverso, invece, per il quinto quesito, con il quale si chiedeva la revoca del progetto di fusione tra Cmv e Area per dar vita alla nuova società Clara. Questo quesito è stato respinto in quanto l'argomento è sottratto al vaglio referendario per effetto di una precisa disposizione del regolamento, che vieta il ricorso al referendum per argomenti che riguardano l'organizzazione degli uffici e dei servizi. Sfumano quindi le possibilità di referendum a meno di un ricorso al Tar del comitato spontaneo per la riduzione delle tariffe sui rifiuti e per un servizio migliore. Vedremo nei prossimi giorni che cosa deciderà di fare lo stesso comitato.
Giuliano Barbieri
Il comitato dei garanti è l'organo che ha il compito di esprimere il giudizio di legittimità e ammissibilità sulle proposte di quesiti referendari abrogativi. I componenti sono tre, nominati dal consiglio comunale di Poggio Renatico di cui due sono proposti dal gruppo di maggioranza e uno dalle minoranze. I primi quattro quesiti referendari sono stati dichiarati inammissibili con la stessa motivazione in quanto non si possono fare referendum abrogativi di tariffe.
«Si tratta con tutta evidenza - recita la motivazione con cui il comitato dei garanti ha respinto i quattro quesiti - di atti che riguardano l'applicazione delle tariffe del servizio integrato dei rifiuti urbani e assimilati che, come confermato dai rappresentanti del comitato in sede di audizione, è l'oggetto delle richieste referendarie e, come tali, esclusi dal novero degli atti assoggettabili ad abrogazione referendaria in base all'articolo 2 del vigente regolamento».
Discorso diverso, invece, per il quinto quesito, con il quale si chiedeva la revoca del progetto di fusione tra Cmv e Area per dar vita alla nuova società Clara. Questo quesito è stato respinto in quanto l'argomento è sottratto al vaglio referendario per effetto di una precisa disposizione del regolamento, che vieta il ricorso al referendum per argomenti che riguardano l'organizzazione degli uffici e dei servizi. Sfumano quindi le possibilità di referendum a meno di un ricorso al Tar del comitato spontaneo per la riduzione delle tariffe sui rifiuti e per un servizio migliore. Vedremo nei prossimi giorni che cosa deciderà di fare lo stesso comitato.
Giuliano Barbieri
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