SportAntenne per captare ogni discriminazione
Il progetto Uisp contro il razzismo e per favorire l’integrazione sociale In primo piano un sistema di raccolta di segnalazioni. C’è già qualche caso
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Combattere le discriminazioni etniche e razziali è l’obiettivo di SportAntenne, un progetto nazionale dell’Uisp che vede Ferrara tra le 16 città coinvolte. Si punta a organizzare manifestazioni sportive che possano favorire integrazione e mediazione sociale, ma in primo piano c’è un sistema di raccolta delle segnalazioni, sia se si è stati vittima oppure semplici testimoni.
A disposizione c’è un il numero telefonico 0532 907690 e l'indirizzo di posta elettronica sportantenne.ferrara@uisp.it, oltre a una vera e propria “antenna”, Giulia Bonora. «Abbiamo già qualche caso – spiega -, tra cui un ragazzo africano picchiato in novembre in zona Foro Boario da altri stranieri, con la giustificazione che avrebbe rubato loro il lavoro: è seguito intervento delle forze dell’ordine, dell’ambulanza, e poi una denuncia. Ma ci sono anche due ragazze di colore che hanno reclamato il fatto che dal medico una donna, in attesa del suo turno, non voleva essere visitata dopo di loro». Le segnalazioni vengono inoltrate all’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), successivamente interviene una task force di livello nazionale, composta da avvocati e mediatori sociali, che provano a mettere in campo una soluzione del singolo episodio. Il progetto punta inoltre a offrire orientamento e supporto per il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona. SportAntenne è un’iniziativa finanziata dal ministero dell'Interno e dall'Unione Europea. C’è il pieno sostegno del Comune di Ferrara. «Esistono - sottolinea l'assessore allo sport Simone Merli - due livelli di discriminazione: uno materiale, legato a casi specifici, e uno di fondo, determinato dalla non possibilità di accesso alle stesse opportunità per tutti, in funzione soprattutto delle condizioni economiche. Spero che questo tipo di iniziativa possa contribuire a prevenire e risolvere, in parallelo anche con altri servizi e al di là delle denunce che devono sporgere le vittime».
In conferenza stampa erano presenti anche il responsabile delle politiche internazionali di Uisp Ferrara, Carlo Balestri, e il coordinatore del progetto, Andrea De Vivo. «Le segnalazioni all’Unar – dice Balestri – sono appena 3mila all’anno, un numero molto inferiore ad altre nazioni: o siamo troppo buoni oppure non funziona bene la rete per far emergere gli atti discriminatori». Le altre città promotrici sono Alessandria, Bergamo, Bolzano, Caserta, Firenze, Giarre, Macerata, Matera, Nuoro, Roma, Taranto, Terni, Torino, Trento e Vicenza.
Fabio Terminali
A disposizione c’è un il numero telefonico 0532 907690 e l'indirizzo di posta elettronica sportantenne.ferrara@uisp.it, oltre a una vera e propria “antenna”, Giulia Bonora. «Abbiamo già qualche caso – spiega -, tra cui un ragazzo africano picchiato in novembre in zona Foro Boario da altri stranieri, con la giustificazione che avrebbe rubato loro il lavoro: è seguito intervento delle forze dell’ordine, dell’ambulanza, e poi una denuncia. Ma ci sono anche due ragazze di colore che hanno reclamato il fatto che dal medico una donna, in attesa del suo turno, non voleva essere visitata dopo di loro». Le segnalazioni vengono inoltrate all’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), successivamente interviene una task force di livello nazionale, composta da avvocati e mediatori sociali, che provano a mettere in campo una soluzione del singolo episodio. Il progetto punta inoltre a offrire orientamento e supporto per il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona. SportAntenne è un’iniziativa finanziata dal ministero dell'Interno e dall'Unione Europea. C’è il pieno sostegno del Comune di Ferrara. «Esistono - sottolinea l'assessore allo sport Simone Merli - due livelli di discriminazione: uno materiale, legato a casi specifici, e uno di fondo, determinato dalla non possibilità di accesso alle stesse opportunità per tutti, in funzione soprattutto delle condizioni economiche. Spero che questo tipo di iniziativa possa contribuire a prevenire e risolvere, in parallelo anche con altri servizi e al di là delle denunce che devono sporgere le vittime».
In conferenza stampa erano presenti anche il responsabile delle politiche internazionali di Uisp Ferrara, Carlo Balestri, e il coordinatore del progetto, Andrea De Vivo. «Le segnalazioni all’Unar – dice Balestri – sono appena 3mila all’anno, un numero molto inferiore ad altre nazioni: o siamo troppo buoni oppure non funziona bene la rete per far emergere gli atti discriminatori». Le altre città promotrici sono Alessandria, Bergamo, Bolzano, Caserta, Firenze, Giarre, Macerata, Matera, Nuoro, Roma, Taranto, Terni, Torino, Trento e Vicenza.
Fabio Terminali
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