«Igor urlava bastardo e mi sparava»
Ravaglia interrogato a Cona: «Mi sono salvato facendo credere che ero morto». Giallo per un giovane scomparso a Molinella
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ARGENTA. Urlava bastardo mentre sparava, tre colpi in successione, micidiali, che non lo hanno ucciso, solo grazie al suo fisico massiccio, che gli ha permesso di sopravvivere. Lo racconta Marco Ravaglia, sottolineando che «dopo essere uscito dall’auto sono stato colpito, così anche Valerio Verri appena sceso dall’auto e chi sparava mi urlava bastardo. Mi sono salvato facendogli credere che ero morto»: è la sintesi estrema dell’agguato del Mezzano dell’8 aprile scorso, quando è iniziato l’incubo della caccia a Igor, che si nasconde da 28 giorni dopo esser scappato ed essersi lasciato alle spalle il corpo senza vita di Valerio Verri e appunto, lui Marco Ravaglia, ferito. Che ha ripercorso quella sera dell’aprile nell’interrogatorio davanti agli inquirenti, nel reparto dell’ospedale di Cona, dove sta tornando piano piano a vivere.
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Quella sera di quasi un mese fa, la sparatoria di Igor Vaclavic/Norbert Feher iniziò per caso. Lui e Verri si trovavano sull’auto di servizio quando intercettano un Fiorino bianco, fermo. Che alla loro vista riparte, e dopo essere seguito si ferma nuovamente. Ravaglia scende dall’auto, poi non ricorda più niente, nemmeno la faccia di chi gli spara, solo occhi e naso rammenta, ma sono quelli di Igor. Che gli spara addosso tre colpi di pistola, e poi uccide il compagno Davide Verri. Marco Ravaglia si finge morto, è a terra, trattiene il respiro. Igor lo fruga e gli ruba pistola e due caricatori. Questa la ricostruzione ufficiale, che si conosceva già in parte, e diventa punto fermo del fascicolo aperto per omicidio e tentato omicidio dalla procura di Ferrara. Che adesso farà le valutazioni del caso, quasi ovvie, chiedendo un provvedimento nei confronti di Igor/Nobert.
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Le indagini ormai sono scontate, ciò che manca è l’assassino, il killer in fuga. Da 28 giorni infilato nelle valli tra Marmorta e l’Argentano. Con le ricerche che prendono quota e vengono valutati tutti i riscontri delle indagini finora eseguite. E soprattutto gli avvistamenti. «Di tutti questi, appena il 10% merita approfondimento» spiega un inquirente, sottolineando impegno, ricerche e selezione di avvistamenti, segnalazioni, gente che dice di riconoscerlo. Ieri (5 maggio) anche al confine con la Svizzera, a Chiasso, qualcuno ha detto «Ho visto Igor».
Intanto anche un piccolo giallo arriva da Molinella, dove un ragazzo di 27 anni, Domenico D'Amato, rapper di Molinella, in arte Dome Dama, è scomparso ormai da quasi due mesi: e la famiglia tramite il loro avvocato Barbara Iannuccelli dice: «Non sappiamo se sia un'altra vittima di Igor, di certo è come un fantasma, cercato solo dai suoi familiari» visto che l'ultima volta è stato visto l’8 marzo proprio nei luoghi dove da settimane si concentrano le ricerche del killer di Budrio e Portomaggiore.
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Intanto la caccia a Igor continua con verifiche nella zona di via Parata verso Bando e nell’area del Mezzano dove è stato ucciso Verri e ferito Ravaglia. Controlli sono stati eseguiti nell’area della discarica comunale di via Bandissolo: una zona che dista 5/600 metri dal casolare dove fu arrestato Igor il Russo nel 2010, dopo le rapine in tutto l’Argentano. La verifica è stata attuata perchè la rete di recinzione della discarica è stata tagliata ma non dovrebbe essere opera di Igor/Norbert ma di ladruncoli alla ricerca di rame,ferro o come ieri notte batterie d’auto. Analogamente ai controlli notturni, anche nel pomeriggio di ieri, tutta la zona tra le vie Trombone, Morgone, Spina e Sorbolo, sono state pattugliate dai carabinieri. Infine, la pattuglia che da giorni era stata piazzata all’uscita della variante alla Statale 16 di fronte all’ex frigo del Delta, non c’è più.
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